Alla fine di novembre la collaborazione tra gli istituti di ricerca russi e il CERN (Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare), con sede a Ginevra, giungerà al termine. Questo sviluppo potrebbe avere ripercussioni sulla scienza, secondo un avvertimento di uno scienziato tedesco, riportato da Swissinfo.ch. Beate Heinemann, direttrore della divisione di Fisica delle Particelle del Deutsches Elektronen-Synchrotron (DESY) di Amburgo, ha spiegato che la Russia possiede un’esperienza consolidata nel campo dell’ingegneria. “Non significa che alcune ricerche diventeranno impossibili con la fine di questa collaborazione, ma renderà le cose più difficili e potenzialmente causerà dei ritardi,” ha affermato Heinemann.
Il CERN, acronimo di “Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire” (Consiglio Europeo per la Ricerca Nucleare), è il più grande centro di ricerca in fisica delle particelle al mondo, situato vicino a Ginevra, al confine tra Svizzera e Francia. Fondato nel 1954, il CERN è una collaborazione internazionale che coinvolge numerosi Paesi membri, con lo scopo di esplorare i segreti della materia e dell’universo attraverso esperimenti avanzati. È noto principalmente per il Large Hadron Collider (LHC), il più grande acceleratore di particelle al mondo, che permette ai fisici di studiare le particelle fondamentali e le forze che costituiscono l’universo.
