I continenti non sono sette: la verità oltre le mappe scolastiche

“L’Europa è un’idea stupida per un continente"

La nozione che il mondo sia suddiviso in sette continenti è una delle prime informazioni che apprendiamo sui banchi di scuola. È semplice, ordinata e facile da ricordare: Africa, America del Nord, America del Sud, Antartide, Asia, Australia ed Europa. Tuttavia, questa divisione non è universale né immutabile. Al contrario, il concetto di continente è molto più sfumato e variabile di quanto ci si possa aspettare. La verità è che non esiste una definizione univoca e universalmente accettata di cosa sia un continente. E, a seconda dei criteri utilizzati, il numero di continenti potrebbe essere due, quattro, sette, otto o addirittura nove.

Sette continenti: la visione scolastica e le sue lacune

Per molte persone, la divisione della Terra in sette continenti è una verità consolidata, insegnata attraverso mappe e canzoni mnemoniche durante l’infanzia. Tuttavia, questa visione semplificata presenta fin da subito delle incongruenze. Ad esempio, l’Europa è considerata un continente separato dall’Asia, ma i confini che li dividono sono principalmente arbitrari e geografici: catene montuose, mari interni e fiumi.

Jonn Elledge, autore di A History of the World in 47 Borders, spiega: “L’Europa è un’idea stupida per un continente. I suoi confini con l’Asia sono piccole insenature, mari interni o catene montuose non particolarmente impressionanti. È un’invenzione basata su tre fattori: il desiderio dell’antica Grecia di porsi al centro del mondo, l’ascesa dell’Islam, che separò culturalmente l’Europa dall’Asia, e l’imperialismo europeo, che dettò le regole globali”.

Che cos’è un continente?

A questo punto, per capire come distinguere un continente da un’altra massa di terra, è necessario definire il termine “continente“. Ma qui sorge il problema principale: non esiste una definizione universale.

Dan Montello, professore di geografia presso l’Università della California, Santa Barbara, sottolinea: “Nulla, in realtà, determina un continente, tranne le convenzioni storiche”. Non ci sono criteri fisici che stabiliscono in modo inequivocabile quali masse di terra debbano essere considerate continenti e quali no.

Alcuni geologi hanno cercato di creare una lista di caratteristiche comuni per identificare un continente:

  • Altitudine: un continente deve essere elevato rispetto al fondo oceanico.
  • Crosta spessa: i continenti hanno una crosta terrestre molto più spessa rispetto a quella oceanica.
  • Diversità geologica: devono includere rocce ignee, metamorfiche e sedimentarie.
  • Dimensioni rilevanti: un continente deve essere sufficientemente grande.

Tuttavia, anche questi criteri sono soggettivi. Ad esempio, chi stabilisce quanto debba essere grande una massa di terra per essere considerata un continente? E quanto devono essere “chiari” i suoi confini?

Geografia e tettonica a placche: la scienza complica la questione

La scienza moderna ha contribuito ulteriormente a complicare il dibattito. Si potrebbe pensare che la tettonica a placche possa fornire una base oggettiva per definire i continenti, ma non è così. Come spiega Montello, “La tettonica a placche non ha nulla a che fare con la definizione di continente. Quasi ogni continente include parti di più placche, e i confini continentali non corrispondono ai confini tettonici”.

Un esempio lampante è rappresentato dal confine tra il Nord America e l’Asia, collegati attraverso lo Stretto di Bering. Secondo i criteri tettonici, queste due masse terrestri non sarebbero separate, ma facenti parte di un’unica placca.

Zealandia: un continente nascosto sotto il mare

Un caso emblematico delle sfide legate alla definizione di continente è Zealandia, una vasta massa continentale quasi interamente sommersa che comprende la Nuova Zelanda. Secondo la Geological Society of America, Zealandia soddisfa molti dei criteri geologici: ha una crosta significativamente più spessa rispetto a quella oceanica, è elevata rispetto al fondo del mare e presenta una diversità di formazioni rocciose.

Tuttavia, la maggior parte della Zealandia si trova sotto il livello del mare. Questo solleva una domanda fondamentale: un continente deve necessariamente essere visibile sopra la superficie dell’acqua per essere considerato tale?

Altri continenti sommersi: Icelandia e oltre

Zealandia non è l’unica massa di terra che sfida le nostre concezioni tradizionali. Recentemente, alcuni geologi hanno ipotizzato l’esistenza di Icelandia, una regione continentale nascosta sotto il mare intorno all’Islanda. Come spiega Gillian Foulger, professoressa emerita dell’Università di Durham, “La crosta sotto l’Islanda è spessa oltre 40 km, sette volte più spessa della normale crosta oceanica. Questo ci ha portato a considerare l’Islanda come parte di un continente sommerso”.

Un nuovo conteggio dei continenti

A seconda dei criteri utilizzati, il numero di continenti può variare notevolmente:

  • Due continenti: seguendo una logica di continuità fisica, si potrebbe sostenere che esistano solo due continenti: l’Antartide e tutto il resto, come suggerisce il geologo Valentin Rime.
  • Quattro continenti: AfroEurasia, America, Antartide e Australia.
  • Sette continenti: la suddivisione tradizionale insegnata nelle scuole.
  • Otto o nove continenti: includendo Zealandia, Icelandia e altre masse terrestri potenzialmente sommerse.

Una convenzione in continua evoluzione

Come spiega Montello, “Nessuno può dire con certezza quanti continenti ci siano, perché le decisioni si basano su convenzioni che cambiano nel tempo e sono ancora oggetto di dibattito”. In definitiva, i continenti non sono realtà fisiche immutabili, ma costruzioni sociali e culturali nate per semplificare la comprensione del mondo. Forse, allora, la vera domanda non è “quanti continenti ci sono?”, ma “perché sentiamo il bisogno di contarli?”. La risposta, come sempre, dipende da chi lo chiede e da quale punto di vista si adotta.