Influenza: scoperto fattore di rischio in anticorpi umani

I ricercatori hanno osservato che livelli elevati di acido sialico sugli anticorpi erano associati a sintomi più lievi nell'influenza

Un team di ricercatori dell’Università di Stanford ha scoperto che una particolare molecola di zucchero presente sugli anticorpi umani può influenzare la gravità dell’infezione influenzale. Lo studio, guidato dalla dottoressa Taia Wang e pubblicato su Immunology, rivela che il contenuto di acido sialico sugli anticorpi gioca un ruolo cruciale nel determinare se una persona sviluppa sintomi lievi o gravi a seguito di un’infezione da influenza.

Gli anticorpi sono proteine fondamentali nel sistema immunitario, capaci di bloccare i virus e impedire la loro replicazione. Tuttavia, il virus dell’influenza continua ad evolversi rapidamente, il che spiega la necessità di nuovi vaccini ogni anno. La ricerca ha evidenziato che la quantità di acido sialico – uno zucchero che si lega alle catene degli anticorpi – può fare una grande differenza nella risposta immunitaria.

I ricercatori hanno osservato che livelli elevati di acido sialico sugli anticorpi erano associati a sintomi più lievi nell’influenza, mentre persone con anticorpi con meno acido sialico tendevano a sviluppare forme più gravi della malattia. Utilizzando topi geneticamente modificati, gli scienziati hanno dimostrato che anticorpi arricchiti con acido sialico riducevano l’infiammazione nei polmoni, migliorando la respirazione e limitando il danno causato dall’infezione, senza però fermare la replicazione del virus.

Questa scoperta potrebbe spiegare anche la maggiore vulnerabilità degli anziani a malattie infettive gravi e condizioni croniche, poiché con l’età diminuisce la quantità di acido sialico sugli anticorpi, predisponendo a un’infiammazione di basso grado che aumenta il rischio di malattie come Alzheimer, Parkinson, e disturbi cardiovascolari. In futuro, la ricerca potrebbe aprire nuove strade per trattamenti contro l’influenza e altre malattie infettive, basati sulla modulazione di questa risposta immunitaria.