Le miniere di litio non inquinano le acque circostanti ai livelli temuti. Questo è quanto emerso da uno studio guidato dalla Duke University e recentemente pubblicato su Science of The Total Environment. L’analisi ha focalizzato l’attenzione sull’inquinamento delle acque derivante da una storica miniera di litio situata a ovest di Charlotte, nella Carolina del Nord, USA, verificando l’assenza di inquinanti comuni come arsenico e piombo. Tuttavia, lo studio ha rivelato la presenza di alti livelli di altri metalli, tra cui litio, rubidio e cesio.
“Il mondo si affida sempre di più al litio per la transizione verso l’energia green, ma studi precedenti sugli effetti ambientali dell’estrazione di litio da roccia dura mostrano risultati contrastanti“, ha dichiarato Avner Vengosh, professore di qualità ambientale presso la Nicholas School of the Environment della Duke University. “Questo studio fornisce nuovi dati importanti per chiarire i possibili impatti ambientali“, ha aggiunto il professore.
La miniera di Kings Mountain, oggetto dello studio, era un tempo la più grande regione produttrice di litio al mondo. La miniera aprì negli anni ’50 e fu abbandonata negli anni ’80, quando i depositi di litio più accessibili in Sud America attirano le imprese. Il litio a Kings Mountain si trova principalmente in rocce simili al granito chiamate pegmatite, legate a un minerale dalle sfumature verdi chiamato spodumene.
Per condurre la loro ricerca, i ricercatori hanno raccolto campioni di pegmatite e rocce di scarto all’interno e nei dintorni della miniera, nonché campioni di residui, ovvero rocce frantumate rimaste dall’estrazione storica di spodumene. Hanno anche campionato le acque sotterranee dalla miniera e quelle superficiali da Kings Creek, un corso d’acqua che scorre dalla miniera. I campioni provenienti da vari corsi d’acqua hanno fornito dati di base sulla qualità dell’acqua. I ricercatori hanno polverizzato campioni di roccia e li hanno mescolati in una soluzione progettata per testare come vari contaminanti potrebbero entrare nell’ambiente circostante. Questi esperimenti di laboratorio hanno simulato come i contaminanti nelle rocce verrebbero lisciviati in condizioni naturali.
I ricercatori hanno analizzato le soluzioni ottenute, nonché i campioni di acqua superficiale e sotterranea, per una vasta gamma di metalli comunemente utilizzati per valutare la qualità dell’acqua. Gli esperimenti di lisciviazione e i campioni d’acqua analizzati nello studio hanno evidenziato la presenza di contaminanti comuni regolamentati, tra cui arsenico, piombo, rame e nichel, a livelli inferiori agli standard ecologici e per l’acqua potabile stabiliti dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti.
“Il fatto che non vediamo questi contaminanti tossici è stato, in un certo senso, un sollievo, perché suggerisce che la futura esplorazione del litio nella Carolina del Nord non causerebbe importanti effetti negativi sulla qualità dell’acqua rispetto a questi elementi“, ha dichiarato Avner Vengosh. Tuttavia, il team ha trovato livelli elevati di altri metalli presso il sito della miniera. “Abbiamo rilevato concentrazioni elevate di litio, come previsto, ma abbiamo anche trovato rubidio e cesio a livelli che normalmente non si vedono nelle acque naturali e che non sono regolamentati a livello federale“, ha spiegato il primo autore dello studio, Gordon Williams, uno studente di dottorato nel laboratorio di Vengosh. “Una domanda in sospeso, quindi, è come questi elementi influenzano la salute umana e ambientale“, ha aggiunto Williams.
Lo studio suggerisce che, sebbene l’inquinamento da litio nelle miniere non sia così problematico come inizialmente temuto, rimangono questioni cruciali riguardanti la presenza di altri metalli, il cui impatto sul nostro ecosistema e sulla salute umana necessita di ulteriori indagini.
