L’Italia restituisce alla Cina 56 reperti culturali trafugati

Tra gli oggetti restituiti, si trovano ceramiche dipinte della cultura Majiayao

L’Italia ha restituito alla Cina un totale di 56 reperti culturali che erano stati trafugati, nell’ambito di un crescente impegno tra i due Paesi per combattere il traffico illecito di beni culturali. La cerimonia di restituzione si è svolta a Pechino, durante l’incontro tra i presidenti Xi Jinping e Sergio Mattarella, nella storica Grande Sala del Popolo.

Xi Jinping ha espresso il suo apprezzamento per il gesto, sottolineando che questo atto rientra nel quadro di un accordo bilaterale che mira a contrastare l’importazione e l’esportazione illegale di beni culturali. Nel suo intervento, Xi ha ricordato che durante la visita ufficiale in Italia nel marzo del 2019, il Paese aveva già restituito altri 796 cimeli culturali trafugati. “Questo atto ha aperto una nuova pietra miliare nella cooperazione sul patrimonio culturale tra i due Paesi e ha stabilito un nuovo esempio per la cooperazione internazionale nel recupero e nella restituzione dei beni culturali“, ha affermato il presidente cinese. “La nuova restituzione dimostra il rispetto dell’Italia per il patrimonio culturale cinese e un vivido esempio di amicizia tra i due Paesi.”

L’Amministrazione nazionale del patrimonio culturale cinese ha dettagliato il processo che ha portato alla restituzione. Dopo il sequestro dei 56 reperti da parte dei Carabinieri, notificato nel 2022 e nel 2024, le autorità italiane hanno ricevuto le informazioni da parte cinese, che ha fornito “pareri identificativi dettagliati e relazioni sulla base giuridica“. La Cina, attraverso i canali diplomatici, ha ufficialmente richiesto la restituzione dei beni, e l’Italia ha successivamente accettato la richiesta.

La maggior parte dei reperti proviene dalle province cinesi di Gansu, Qinghai e Shaanxi. Tra gli oggetti restituiti, si trovano ceramiche dipinte della cultura Majiayao, che risale a più di 5.000 anni fa e che offre prove cruciali per lo studio delle origini e dello sviluppo iniziale della civiltà cinese. I reperti restituiti includono anche statuette in ceramica delle dinastie Han (202 a.C.-220 d.C.) e Tang (618-907), nonché ceramiche a forma di animali della dinastia Yuan (1271-1368).

Negli ultimi dodici anni, la Cina ha intensificato gli sforzi per recuperare i propri beni culturali dispersi all’estero. Più di 2.100 pezzi o serie di reperti sono stati riportati in patria come parte di questa operazione di recupero.