Oggi è il tanto atteso Black Friday, una giornata sinonimo di sconti, promozioni e shopping sfrenato. Questo appuntamento commerciale, che cade ogni anno il venerdì successivo al Giorno del Ringraziamento negli Stati Uniti, è ormai diventato un fenomeno globale, ma pochi conoscono le origini del suo nome e il suo significato.
Black Friday, perché si chiama così e cosa significa
Il termine “Black Friday” ha radici storiche che risalgono agli anni ’50 negli Stati Uniti. A Filadelfia, i poliziotti iniziarono a usare questa espressione per descrivere il caos che si verificava il giorno dopo il Ringraziamento, quando migliaia di persone si riversavano in città per lo shopping natalizio e per assistere a una partita di football. La folla e il traffico intenso rendevano il lavoro delle forze dell’ordine particolarmente impegnativo, motivo per cui la giornata fu definita “nera”.
Successivamente, negli anni ’80, il termine assunse un’accezione più positiva grazie ai commercianti. Si diceva infatti che proprio durante il Black Friday i negozi passassero “in nero”, ossia iniziassero a registrare profitti, dopo un periodo di “rosso” rappresentativo delle perdite. Questa interpretazione legata al linguaggio contabile contribuì a trasformare il Black Friday in un simbolo di prosperità economica e convenienza per i consumatori.
Oggi, il Black Friday è un evento globale che va ben oltre i confini americani. Grazie anche al boom dell’e-commerce, milioni di persone in tutto il mondo approfittano di questa giornata per acquistare prodotti di ogni tipo, dai dispositivi tecnologici agli elettrodomestici, passando per abbigliamento e arredamento. Per molte aziende, è uno dei momenti più importanti dell’anno in termini di fatturato.
Non mancano, tuttavia, le critiche. Molti osservano che questo appuntamento annuale promuova il consumismo sfrenato e abbia un impatto ambientale significativo, complici in particolare gli imballaggi e le spedizioni. Altri lo considerano un’opportunità per fare acquisti necessari a prezzi accessibili.
