Il fenomeno delle onde di gravità catturato dai satelliti Sentinel nello Stretto di Gibilterra è un evento raro e affascinante. Sebbene sia comune osservare queste onde in atmosfera, vederle in acqua è molto meno frequente. Tuttavia, il fatto che le onde di gravità possano manifestarsi in entrambi i contesti non dovrebbe sorprendere: aria e acqua sono fluidi e, pertanto, soggetti a principi fisici simili. Queste onde, note come onde interne, si formano all’interno di un fluido a seguito di variazioni di densità, che possono essere determinate da cambiamenti di temperatura o salinità. Lo Stretto di Gibilterra rappresenta un ambiente ideale per la formazione di onde interne grazie alla sua posizione unica che collega l’Oceano Atlantico con il Mar Mediterraneo. Questa connessione dà luogo a un’interazione dinamica tra due strati d’acqua distinti: uno strato più profondo e denso, composto dall’acqua salata del Mediterraneo, e uno strato superiore di acqua atlantica, caratterizzato da una salinità inferiore. È proprio lo strato superiore che genera le onde interne, in particolare durante il flusso di marea verso est.

Normalmente, queste onde non sono visibili a occhio nudo, ma condizioni particolari possono renderle osservabili. Un esempio di tale situazione si è verificato il 22 maggio 2022, quando i satelliti Sentinel hanno catturato immagini delle onde di gravità sullo Stretto di Gibilterra. L’incidenza della luce solare sulla superficie dell’acqua ha permesso di evidenziare una serie di anelli concentrici che si spostavano verso est, rivelando il fenomeno con grande chiarezza.
La comparsa di onde di gravità nell’acqua non è del tutto inedita, ma resta un evento eccezionale rispetto alle osservazioni più frequenti in atmosfera, come accaduto durante l’eruzione del vulcano di La Palma alla fine del 2021, quando onde simili sono state viste tra le nubi.
La rilevazione di questi fenomeni contribuisce a comprendere meglio le dinamiche interne dei fluidi e l’interazione tra le masse d’acqua di diversa densità. La loro osservazione, resa possibile grazie alla tecnologia satellitare avanzata, fornisce preziosi dati per lo studio degli ecosistemi marini e delle interazioni oceaniche su scala globale.
