Le siccità che colpiscono il Mediterraneo orientale potrebbero essere strettamente connesse alle temperature delle acque del Nord Atlantico: lo rivela uno studio della Columbia University pubblicato su Pnas. Gli autori hanno analizzato periodi di aridità del passato remoto, risalendo a 220mila anni fa, osservando depositi di sale in un nucleo di sedimenti del Mar Morto. Questi depositi indicano lunghi periodi di siccità avvenuti durante le epoche interglaciali, in cui la Terra si trovava al perielio, ossia nel punto più vicino al Sole.
Secondo i modelli climatici utilizzati, durante queste epoche la vicinanza della Terra al Sole in autunno intensificava il gradiente di temperatura invernale tra le latitudini del Nord Atlantico. Ciò spingeva la corrente a getto e le tempeste extratropicali verso i poli, causando un aumento della pressione nelle regioni subtropicali e riducendo le precipitazioni nel Mediterraneo.
Gli scienziati ipotizzano che un simile schema si stia manifestando anche oggi. I risultati indicano infatti un legame tra le variazioni delle temperature della superficie dell’Atlantico settentrionale e le precipitazioni nel Mediterraneo, confermando che questo legame non è solo un fenomeno del passato, ma che potrebbe avere implicazioni dirette per il clima attuale e futuro della regione.
