La delegazione italiana alla Cop29 di Baku, che si terrà nei prossimi giorni, sarà capitanata dal premier Giorgia Meloni, dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, e dal governo italiano, che sarà rappresentato anche dall’inviato speciale per il cambiamento climatico, Francesco Corvaro. A questa delegazione si uniscono anche i negoziatori italiani, tra cui Alessandro Guerri del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) e la sua vice Federica Fricano, una veterana nelle negoziazioni internazionali sul clima.
I paesi dell’Unione Europea non parteciperanno singolarmente, ma si presenteranno con una delegazione unitaria. Il premier Meloni interverrà ufficialmente alla conferenza il 13 novembre, nella seconda delle due giornate dedicate ai capi di Stato e di governo, che si terranno il 12 e il 13 novembre. Dopo il suo intervento, il premier tornerà subito in Italia, senza prolungare la sua permanenza a Baku.
Mancano, tuttavia, i leader di alcune delle principali potenze mondiali, tra cui Joe Biden, Xi Jinping, Vladimir Putin, Ursula von der Leyen (impegnata nella formazione della nuova Commissione Europea), Emmanuel Macron, Narendra Modi e Luiz Inácio Lula da Silva. Saranno presenti, invece, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il leader britannico Keir Starmer, il premier spagnolo Pedro Sánchez, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Anche il Vaticano sarà rappresentato dal segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin.
Il ministro Pichetto sarà a Baku durante la seconda settimana della conferenza, dal 18 al 22 novembre. Nel frattempo, Corvaro e i negoziatori italiani sono già arrivati in Azerbaigian, dove resteranno per tutta la durata della conferenza.
Uno dei temi centrali della conferenza sarà la creazione di un nuovo fondo per la finanza climatica, che sostituirà, a partire dal 2026, quello attuale da 100 miliardi di dollari annui. In questo contesto, l’Italia si farà sentire, essendo parte integrante della delegazione dell’Unione Europea. Il nostro paese, infatti, arriva a Baku con un impegno preso durante la Cop28 di Dubai, in cui l’Italia ha promesso di versare annualmente 100 milioni di euro in un altro fondo di aiuti per il cambiamento climatico, destinato a sostenere le perdite e i danni derivanti da siccità ed eventi estremi (loss & damage).
La conferenza di Baku si preannuncia come un momento cruciale per le politiche internazionali contro il cambiamento climatico, con la partecipazione di esperti, leader mondiali e organizzazioni internazionali che discuteranno delle sfide e delle soluzioni per un futuro sostenibile.
