L’Earth BioGenome Project (EBP) rappresenta una delle più ambiziose iniziative scientifiche mai intraprese, con l’obiettivo di sequenziare i genomi di circa 1,67 milioni di specie eucariotiche, includendo piante, animali, funghi e altri microorganismi. Lanciato 6 anni fa, il progetto punta a creare una mappatura completa del DNA delle forme di vita sulla Terra, permettendo non solo una comprensione profonda della biodiversità, ma anche nuove opportunità di conservazione, medicina e agricoltura.
Nel fare il punto sul progetto, Science ricorda che i ricercatori hanno sequenziato già 3000 genomi, coprendo 1060 famiglie eucariotiche, e si avvicinano all’obiettivo della fase iniziale: 10.000 specie sequenziate entro il 2026. Tuttavia, nonostante i progressi, restano ostacoli significativi, soprattutto di natura finanziaria. La stima iniziale per completare il progetto era di 4,7 miliardi di dollari, ma l’avanzamento delle tecnologie di sequenziamento ha permesso di abbassare i costi. Ora si prevede che la prima fase costerà circa 265 milioni di dollari, coperti da fondi provenienti da vari enti internazionali, come il programma Horizon 2020 dell’UE, Wellcome Trust del Regno Unito e altre organizzazioni.
Attualmente, il progetto coinvolge scienziati di 28 Paesi e 58 affiliati, alcuni dei quali lavorano su gruppi tassonomici specifici o specie locali di interesse. I sequenziatori stanno producendo circa 20 nuovi genomi a settimana, ma per rispettare le scadenze devono raggiungere una media di 67 genomi settimanali entro il 2026 e 721 per la fase successiva nel 2030.
L’EBP non si limita solo alla scoperta, ma vuole anche sviluppare capacità genomiche in tutto il mondo. In futuro, la mappatura del DNA globale potrebbe aprire porte impensabili per la scienza e l’umanità.
