Simbiosi nei fondali oceanici: batteri enigmatici nei coralli del Golfo del Messico

Studio pubblicato su Nature Communications

Due nuove specie di batteri, con genomi estremamente ridotti, sono state scoperte tra i coralli Callogorgia nel Golfo del Messico, a profondità di 300-900 metri. Lo studio, condotto dalla Pennsylvania State University e pubblicato su Nature Communications, rivela che questi batteri appartengono alla classe dei mollicutes, noti parassiti di piante e animali. I ricercatori hanno proposto di inserirli in una nuova famiglia, chiamata Oceanoplasmataceae. I batteri, identificati come Oceanoplasma callogorgiae e Thalassoplasma callogorgiae, vivono nel tessuto gelatinoso dei coralli, contribuendo al sistema immunitario dell’ospite e fornendo nutrienti. Oceanoplasma callogorgiae possiede solo 359 geni, mentre Thalassoplasma callogorgiae ne ha 385. Tanto per rendere l’idea, Escherichia coli ne ha più di 4.000 e gli esseri umani circa 21.000.

Nonostante il numero limitato di geni e la mancanza di enzimi per il metabolismo dei carboidrati, questi batteri sopravvivono nutrendosi esclusivamente dell’amminoacido arginina fornito dal corallo, generando poca energia. Rimane da chiarire se i batteri siano parassiti o se forniscano qualche beneficio ai coralli, come l’azoto prodotto dalla decomposizione dell’arginina. I batteri usano sistemi CRISPR/Cas per rimuovere DNA estraneo, un meccanismo che potrebbe anche aiutare i coralli nella difesa dai patogeni.