“Se non riusciamo a mettere a sistema risorse a livello europeo” sullo spazio, “quindi investire di più e insieme, rischiamo di perdere il treno, completamente”. È quanto ha affermato Samantha Cristoforetti, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA), intervenendo alla conferenza nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese a Milano, presso l’Università Bocconi. Secondo Cristoforetti, “nello spazio abbiamo ancora la possibilità di non perdere completamente l’aggancio, ma dobbiamo iniziare a correre. Su questo dobbiamo investire insieme a livello europeo”.
“Lo spazio va considerato come un’infrastruttura critica sul quale l’Italia deve essere capace, in maniera autonoma, di produrre e mantenere la sicurezza ed è un grande moltiplicatore di investimenti”, ha evidenziato Cristoforetti. “Lo spazio è tra noi, non è lontano. Dovrebbe essere il presente nelle nostre conversazioni, quando si parla di industria, commercio, di decisioni economiche”.
“Non soltanto il settore spaziale in sé è un fattore economico importante che crea posti di lavoro per personale altamente qualificato, che se non trova sbocchi nel nostro va a creare ricchezza in altri Paesi. È anche un segmento che quando utilizzato da altri settori come la sicurezza, la risposta alle crisi, l’industria è un moltiplicatore di benessere e efficacia“, ha proseguito Cristoforetti. Sullo spazio, che “è uno di quei settori industriali e tecnologici critici“, l‘Italia sta “scontando dei ritardi sempre più grandi rispetto a grandi player come Stati Uniti e Cina”, ha concluso l’astronauta.
Cristoforetti: “l’Italia fatica a lasciare spazio ai giovani”
“Mi sembra che in questo Paese ci sia difficoltà a lasciare spazio ai giovani”, ha detto ancora Cristoforetti. “Spesso nelle aziende i giovani devono fare i portaborse per 20 anni, perché finché non hanno 40-50 anni non gli danno responsabilità di nulla, a differenza dell’estero dove magari fin da subito gli affidano la responsabilità di un laboratorio o altro“, ha continuato l’astronauta. “Se in altri Paesi i giovani riescono a emergere senza essere dei rivoluzionari, c’è evidentemente un vantaggio competitivo per gli altri Paesi”, ha aggiunto Cristoforetti, rispondendo a chi commentava che sarebbero piuttosto i giovani a doversi prendere più autonomamente spazio all’interno della società.
