Cure personalizzate per il neuroblastoma, tumore pediatrico

"In alcuni casi, però, il neuroblastoma che recidiva subisce mutazioni genomiche che possono essere bersagliabili con farmaci già disponibili in commercio che possono essere utilizzati in associazione o meno alla chemioterapia"

Il neuroblastoma è uno dei tumori più diffusi tra i bambini e, nelle sue forme più aggressive, colpisce circa il 30% dei piccoli pazienti con recidive entro due anni dalla fine delle terapie. Questi casi richiedono un intervento preciso, che si basi sulla comprensione delle mutazioni genetiche coinvolte, al fine di sviluppare trattamenti personalizzati in grado di colpire specificamente le cellule tumorali.

Il programma di ricerca Preme, coordinato dall’ospedale Gaslini di Genova, si propone proprio questo obiettivo: creare “cure su misura” per il trattamento del neuroblastoma. Questo studio si avvale del supporto della campagna di raccolta fondi natalizia organizzata dall’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, che mira a finanziare la ricerca in questo settore.

Ogni anno in Italia si registrano circa 130-140 nuovi casi di neuroblastoma, un tumore solido extracranico che colpisce il sistema nervoso. La sopravvivenza a tre anni dalla diagnosi si aggira attorno al 75%, ma quando la malattia si ripresenta, la prognosi cambia drasticamente. Nelle forme ad alto rischio, infatti, la sopravvivenza scende a meno del 15%.

In alcuni casi, però, il neuroblastoma che recidiva subisce mutazioni genomiche che possono essere bersagliabili con farmaci già disponibili in commercio che possono essere utilizzati in associazione o meno alla chemioterapia“, spiega Massimo Conte, membro dell’Associazione Italiana ematologia oncologia pediatrica (Aieop) e coordinatore dello studio Preme del Gaslini.

Con questo programma – aggiunge Contesi ottengono in poche settimane i risultati dello studio genomico del tumore in modo da individuare terapie personalizzate per ogni bimbo, in base alle mutazioni nei geni“. Un passo importante per la medicina di precisione che non solo migliora la qualità delle cure, ma aumenta anche le possibilità di successo.

La collaborazione tra istituzioni e centri di ricerca è fondamentale in questo ambito. Oltre al Gaslini, lo studio è condotto in collaborazione con altri enti, tra cui il Centro di Biotecnologie Avanzate Ceinge di Napoli. Inoltre, il protocollo multicentrico prevede che tutti i bambini con recidiva siano sottoposti a questa nuova modalità di trattamento, che può fare la differenza nelle fasi più critiche della malattia.

In concomitanza con il lancio di questo programma, l’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma ha organizzato la campagna natalizia “Dono la ricerca, ridono la vita“, che offre regali solidali per finanziare la ricerca scientifica, inclusi i progetti come Preme. “La campagna propone regali solidali per contribuire a finanziare questo e altri rami di ricerca scientifica“, afferma Sara Costa, presidente dell’Associazione, che sottolinea l’importanza della collaborazione tra genitori e oncologi per il successo delle terapie.

La ricerca sul neuroblastoma continua a fare progressi, e grazie a iniziative come questa, sempre più bambini hanno la possibilità di ricevere trattamenti innovativi e mirati, aprendo nuove speranze per il futuro.