Dispersi sul Gran Sasso: ancora ferme le ricerche, familiari arrivati in Abruzzo

Il tempo è in peggioramento e per il momento non è possibile sapere quando le operazioni potranno riprendere

Le squadre del CNSAS e del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza sono ancora ferme nel piazzale di Fonte Cerreto, località di partenza della funivia del Gran Sasso che conduce in quota a Campo Imperatore (L’Aquila). Erano in attesa di un miglioramento delle condizioni meteo per poter raggiungere i due alpinisti della provincia di Rimini bloccati da ieri in un canalone sul Gran Sasso; il tempo, però, è in peggioramento e per il momento non è possibile sapere quando le operazioni potranno riprendere. Nel frattempo, riferisce il TGR nell’edizione del TG delle 14, sono arrivati in Abruzzo i familiari dei due dispersi.

Ieri erano stati gli stessi alpinisti a chiedere aiuto dal Gran Sasso, facendosi localizzare, dopo essere scivolati verso la Valle dell’Inferno mentre scendevano dalla Direttissima del Corno Grande. Subito erano iniziate le operazioni di soccorso, interrotte nella notte, riprese questa mattina e poi di nuovo interrotte, prima di mezzogiorno, a causa del netto peggioramento delle condizioni meteo e dell’impossibilità, per i soccorritori, di procedere in condizioni di sicurezza.

Le condizioni meteo sono critiche, con bufera di neve e temperature che raggiungono i -10/-15°C. Non possiamo dire nulla perché di loro non sappiamo nulla”. Di loro, da tante ore, non si hanno notizie. I cellulari sono scarichi e non c’è stato modo di contattarli. Gli ulteriori tentativi di avvicinamento di questa mattina a partire dalle 6.30 – dicono ancora al Soccorso Alpino – purtroppo non sono andati a buon fine. Le condizioni sul Gran Sasso restano proibitive, anche a causa degli accumuli di neve fresca delle ultime ore e delle forti raffiche di vento.

Inoltre, è bloccata la funivia a Campo Imperatore, così i soccorritori sono impossibilitati a riscendere. Si sarebbe bruciata una scheda e quindi l’impianto si è fermato.

In prefettura all’Aquila, è in corso un vertice con i soccorritori per decidere sul futuro delle operazioni cui hanno partecipato oltre 20 esperti, tra volontari del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Abruzzo e militari del Soccorso Alpino delle Fiamme Gialle.

Ore di angoscia nel Riminese

Si chiamano Luca Perazzini e Cristian Gualdi i due escursionisti di 42 e 48 anni bloccati sul Gran Sasso da ieri. Entrambi sono originari di Santarcangelo di Romagna, in provincia di Rimini.

Sono ore molto di angoscia”, oltre che di attesa, per Santarcangelo di Romagna. Lo dice all’ANSA il sindaco Filippo Sacchetti, che esprime alle famiglie tutta la vicinanza della comunità. “Continuiamo ad aspettare e a sperare”, afferma il sindaco, che ha provato anche a chiamare le famiglie, giunte in Abruzzo, ma senza esito in queste ore così delicate in cui non è chiaro quando i soccorsi potranno rimettersi in marcia. “Luca e Cristian abitavano anche vicino”, in una frazione del comune del Riminese, “condividevano sicuramente la passione per l’alpinismo”. “So che fino a un certo punto i loro telefoni sono stati raggiungibili, poi da ieri pomeriggio più nulla”.