La Prefettura di Firenze informa che è stato dichiarato il cessato allarme e che a partire dalle ore 16 è stato interrotto l’avviso IT-Alert per le conseguenze dell’incendio che si è sviluppato nell’area Eni di Calenzano. Al momento la Prefettura conferma che ci sono 2 decessi, 9 feriti e 3 dispersi. “Le persone decedute sono due, sono ancora in corso le ricerche da parte dei Vigili del Fuoco di tre dispersi nella parte della palazzina che è crollata, nel punto dove sembra essersi sviluppata l’esplosione. è un evento drammatico che fa venire in mente le immagini di via Mariti, non è tollerabile che le persone escano di casa dal lavoro e non tornino“. Lo ha affermato l’assessore alla Protezione Civile della Regione Toscana, Monia Monni, oggi pomeriggio a Calenzano (Firenze), dopo il sopralluogo nell’area Eni dove questa mattina si è verificata l’esplosione.
Monni ha poi fatto sapere che ”sono in corso i riconoscimenti” delle due vittime fin qui accertate, e che “il procuratore di Prato Tescaroli è stato qui tutta la mattina fino a poco tempo fa, e la Procura darà le informazioni appena sarà possibile, ovviamente dovranno prima parlare con le famiglie”, e che “le ricerche dei dispersi stanno avvenendo sotto le macerie, la situazione è molto delicata”.
Oltre ai nove feriti trasportati nei vari ospedali dalle ambulanze, un’altra decina di persone si è presentata autonomamente in più strutture ospedaliere per traumi di vario tipo, conseguenza dell’esplosione. Sarebbero tutti traumi di leggera entità: c’è chi lamenterebbe ustioni alla trachea, chi sarebbe rimasto ferito da oggetti scagliati a seguito dell’esplosione che ha provocato anche la rottura di numerose finestre. La maggior parte di queste persone si sarebbe presentata all’ospedale di Prato, circa 7; gli altri a quello di Empoli e al San Giovanni di Dio a Firenze.
”La situazione a contorno sta invece tornando alla normalità – ha aggiunto Monni – I Vigili del Fuoco hanno fatto un lavoro incredibile e in cinquanta minuti hanno spento un incendio non particolarmente facile. Le viabilità sono ormai ripristinate, Rfi sta valutando la riapertura della tratta Firenze-Prato, ci sono quindici aziende nei dintorni che sono state evacuate, che hanno subito danni, e sono in corso le valutazioni se si può tornare a lavorare in quei luoghi. Sono tutte aperte le scuole”, ha aggiunto Monni.
Buone notizie sulla qualità dell’aria
“Anche Arpat è rassicurante sulla qualità dell’aria perché questa colonna di fumo è stata molto densa, era molto calda, quindi si è alzata molto e il vento era piuttosto importante e si è tutto disperso. Non c’è pericolo per la qualità dell’aria‘‘, ha continuato l’assessore Monni. “Non ci sono rischi per la salute – si legge in una nota di Arpa – Le concentrazioni in aria a livello del suolo a partire dalla conclusione delle operazioni di spegnimento sono da ritenersi trascurabili e la nube dell’incendio si è dispersa in quota in tempi relativamente brevi”.
Il Comune di Calenzano, sulla propria pagina Facebook, fa sapere che non si registrano problemi di potabilità dell’acqua del pubblico acquedotto: “Publiacqua Spa informa i cittadini dei Comuni di Calenzano, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio e Prato che, in merito all’incidente verificatosi questa mattina all’impianto Eni di Calenzano, non si registrano problemi di potabilità sull’acqua del pubblico acquedotto. Publiacqua proseguirà comunque a monitorare l’evolversi della situazione anche nelle prossime ore e nei prossimi giorni, a garanzia della qualità dell’acqua erogata”.
Le ipotesi sulle cause dell’esplosione
A proposito di cosa possa aver determinato l’esplosione, l’assessore ha spiegato: ‘‘ci sono delle prime ricostruzioni, ma sono tutte da accertare. Sono quelle fatte da Arpat che parla di uno sviluppo di una nube di vapore che poi si sarebbe sviluppata dalla palazzina dove c’era un rifornimento, si sarebbe spostata e sarebbe esplosa, e quindi avrebbe causato l’incendio, ma sono dinamiche tutte verificare. Saranno poi i Vigili del Fuoco e la Procura della Repubblica a ricostruirle”.
Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, invece, l’esplosione sarebbe avvenuta a seguito della perdita di liquido durante le operazioni di ricarica delle autobotti. L’area in cui è avvenuta la deflagrazione è stata posta sotto sequestro.
