A partire dal 1° gennaio, teoricamente, il gas russo non passerà più dal gasdotto che attraversa l’Ucraina, con implicazioni significative per diversi paesi dell’Unione Europea. Al momento, le trattative tra le parti sono ancora in corso, ma una soluzione sembra difficile da trovare. La proposta di Volodymyr Zelensky, infatti, non è realistico: fare passare il gas mentre si congela il pagamento verso Mosca fino alla fine della guerra. Tale proposta non sembra praticabile, poiché solleverebbe problematiche enormi per l’Europa.
“Il meno preoccupato è probabilmente Putin, Gazprom perderà quotazioni in borsa, ma di certo non fallirà“, osserva un esperto del settore. D’altro canto, saranno i paesi europei a subire le conseguenze di una situazione che appare difficile da risolvere. La politica europea, infatti, sta seguendo una linea che viene definita “masochista“, con impatti negativi sull’economia.
Nel frattempo, “l’economia americana è in crescita e quella europea no“, un divario che sta facendo emergere le difficoltà del continente nell’affrontare una crisi energetica che sembra non avere soluzioni rapide all’orizzonte.
