La Cina ha avviato oggi un’indagine su Nvidia Corp, sospettando che la società statunitense abbia violato la legge antimonopolio del paese. Questa mossa viene vista come una risposta alle recenti restrizioni imposte da Washington nei confronti del settore cinese dei semiconduttori.
La State Administration for Market Regulation (SAMR), l’agenzia che ha reso nota l’indagine, non ha fornito dettagli specifici sulle modalità con cui Nvidia, nota per la sua intelligenza artificiale (IA) e per le sue schede grafiche dedicate al gaming, avrebbe violato le leggi antimonopolio cinesi. Tuttavia, la SAMR ha aggiunto che l’azienda è anche sospettata di non aver rispettato gli impegni assunti durante l’acquisizione del progettista di chip israeliano Mellanox Technologies. Questi impegni erano stati previsti dall’approvazione condizionale dell’accordo da parte dell’autorità di regolamentazione nel 2020.
Nvidia non ha fornito una risposta immediata alla richiesta di commento. Dopo l’annuncio dell’indagine, le azioni della società sono scese del 2,2% nelle contrattazioni pre-mercato a New York.
Questa indagine arriva a seguito di un’altra decisione significativa da parte degli Stati Uniti, che la scorsa settimana ha lanciato la sua terza stretta in tre anni sull’industria cinese dei semiconduttori. Washington ha imposto nuove restrizioni sulle esportazioni verso 140 aziende cinesi, incluse quelle che producono apparecchiature per chip. L’ultima indagine antitrust su una grande azienda tecnologica straniera, condotta dalla Cina, risale al 2013, quando le autorità cinesi hanno avviato un’indagine su Qualcomm.
