Legambiente ha svelato un piano strategico per la conservazione dell’Appennino settentrionale durante il Forum degli Appennini 2024. Il progetto, frutto di un processo partecipativo dal basso, è stato sviluppato nell’ambito dell’iniziativa ApeToe. Si tratta di un piano dettagliato e documentato che verrà proposto e ampliato nel corso del 2025, con l’obiettivo di avviare il ripristino a larga scala del paesaggio agro-pastorale appenninico. Il piano mira a mantenere alti livelli di biodiversità, recuperando habitat naturali e processi ecologici, favorendo la resilienza climatica e promuovendo un turismo sostenibile.
Il piano si concentra su diverse azioni strategiche, tra cui l’incremento della consapevolezza riguardo al valore del paesaggio e della biodiversità. Un punto cruciale riguarda anche la gestione sostenibile e responsabile delle foreste, delle praterie e dei pascoli. Da queste azioni nascono iniziative che si propongono di supportare e ottimizzare le esperienze imprenditoriali e le attività economiche locali. Inoltre, il piano prevede l’attivazione di una rete di operatori economici, che sosterrà gli interventi di ripristino degli habitat naturali attraverso lo sviluppo della Banca regionale del germoplasma, l’istituzione di nuovi Siti Natura 2000 e l’ampliamento delle Zone Speciali di Conservazione (ZSC) esistenti.
Una delle iniziative più innovative è la promozione di una scuola per pastori, finalizzata al mantenimento e al recupero delle superfici dei prati pascolati, che sono diminuiti notevolmente negli ultimi decenni. In aggiunta, il piano prevede il rafforzamento delle connessioni ecologiche tra l’Appennino e le Alpi Apuane, in modo da favorire la migrazione di specie animali. Non meno rilevante è l’aumento delle superfici dedicate alle conifere appenniniche autoctone, con l’intento di preservare e incrementare la biodiversità forestale. Infine, il progetto punta a migliorare lo stato di conservazione delle specie acquatiche e palustri, attraverso interventi mirati per la tutela di questi delicati ecosistemi.
Legambiente ha confermato che l’iniziativa rappresenta un passo fondamentale per la protezione e il rilancio del paesaggio appenninico, un patrimonio naturale di grande valore ecologico, culturale ed economico.
