Ponte sullo Stretto, Salvini: “In caso di terremoto sarebbe l’unica opera a restare in piedi”

"Per fortuna i ponti non li fanno i ministri, non li fanno i senatori ma gli ingegneri, i geologi, gli architetti"

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha risposto oggi, durante il question time in Senato, a un’interrogazione del Partito Democratico sul rischio sismico relativo al Ponte sullo Stretto di Messina, ribadendo la sicurezza dell’opera.

Per fortuna i ponti non li fanno i ministri, non li fanno i senatori ma gli ingegneri, i geologi, gli architetti“, ha esordito Salvini, sottolineando che l’intero progetto del Ponte è seguito da un team internazionale di esperti. “Stanno lavorando tecnici, ingegneri e professionisti italiani, danesi, spagnoli, americani, giapponesi“, ha aggiunto. Inoltre, è stato istituito un Comitato scientifico indipendente che rappresenta nove università italiane e straniere, il quale ha espresso un parere favorevole all’unanimità al termine delle attività di studio e analisi.

Il ministro ha anche precisato che le osservazioni emerse dal Comitato riguardano “aspetti da approfondire in sede di progettazione esecutiva legati al progresso delle conoscenze tecniche, per fortuna, dei materiali; all’evoluzione normativa in tutti gli ambiti di interesse“. Sull’aspetto sismico, Salvini ha dichiarato che “il progetto del Ponte è completo e dettagliato, nessuno ha mai previsto alcun mandato ufficiale da parte dell’Ingv” (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).

A proposito della presunta “inedificabilità assoluta” in zone a rischio sismico, Salvini ha respinto le critiche, spiegando che “non esiste alcuna norma di legge prescrittiva che riguarda le faglie attive“. Il ministro ha poi espressamente contestato l’idea che si possa progettare un’opera in una zona a rischio sismico elevato: “Mi rifiuto di pensare che i migliori ingegneri del mondo progettino di costruire un ponte là dove c’è un rischio sismico in grado di azzerarlo“, ha dichiarato con fermezza.

Salvini ha concluso con una previsione sul futuro del Ponte in caso di disastro naturale: “Anzi, secondo i suddetti ingegneri, non senatori o ministri, in caso di terremoto catastrofico come quello che colpì Messina nel secolo scorso, l’unico manufatto – Dio non voglia che avremmo mai modo di provarlo – che rimarrebbe in piedi sarebbe il Ponte sullo Stretto“.