Un recente studio condotto dal Centers for Disease Control and Prevention ha mostrato risultati promettenti nei test preclinici di vaccini a mRna contro l’influenza aviaria, un virus altamente patogeno che ha causato gravi epidemie negli allevamenti di pollame a livello globale, coinvolgendo recentemente anche i bovini da latte. I vaccini a mRna sviluppati dai ricercatori statunitensi sono stati testati sugli animali, con prospettive incoraggianti per l’uso umano.
I risultati di questo studio, pubblicati oggi su Science Translational Medicine, confermano l’efficacia del vaccino a mRna contro il virus A (H5N1) 2.3.4.4b, un ceppo responsabile degli ultimi focolai, verificatisi nel 2022 e nel 2024. “Due sole dosi di vaccino avrebbero infatti generato anticorpi neutralizzanti contro gli isolati 2.3.4.4b del virus, diffusosi negli anni 2022 e 2024, e avrebbero protetto i furetti da un’infezione letale, riducendo al contempo i carichi virali nelle vie aeree superiori e inferiori“, si legge nel rapporto dei ricercatori.
Nonostante la trasmissione da uomo ad animale, conosciuta come salto di specie, sia considerata rara e non siano ancora stati segnalati casi di trasmissione diretta uomo-uomo, gli esperti avvertono che l’eventualità non può essere esclusa. “Gli esperti raccomandano il rapido sviluppo di un vaccino che possa contrastare una eventuale pandemia“. Tale raccomandazione si basa sulla necessità di prevenire il rischio di diffusione del virus tra la popolazione umana, sebbene al momento i casi siano limitati.
Lo studio ha anche mostrato che il siero prelevato dai furetti vaccinati sarebbe stato in grado di neutralizzare un isolato del virus prelevato da una persona infetta da A (H5N1), che aveva contratto l’infezione in seguito a un’epidemia di bovini da latte in Texas nel 2024.
Il continuo sviluppo di vaccini a mRna offre una risposta importante al crescente rischio rappresentato da questo virus zoonotico, che potrebbe avere implicazioni anche per la salute pubblica globale.
