Il 19 dicembre 2024 la United States Space Force ha annunciato che il satellite meteorologico militare DMSP-5D2 F14, ormai dismesso, ha subito una frammentazione in orbita, creando oltre 50 pezzi di detriti. Questo episodio si inserisce in una serie di eventi simili che hanno coinvolto satelliti della stessa tipologia, sollevando preoccupazioni sulla crescente quantità di detriti spaziali.
L’incidente è stato identificato come un “evento di frammentazione a bassa velocità“, avvenuto il 18 dicembre alle 21:10 EST, a un’altitudine di 840 km. Tuttavia, l’annuncio ufficiale non ha specificato il numero preciso di detriti prodotti dall’evento. Due aziende commerciali specializzate nel monitoraggio della situazione spaziale, LeoLabs e Slingshot Aerospace, hanno confermato di avere monitorato l’accaduto. Secondo Slingshot Aerospace, l’evento di frammentazione sarebbe avvenuto prima delle 20:15, un’ora prima di quanto stimato dalla Space Force, sulla base delle informazioni provenienti dalle stazioni di rilevamento ottico. LeoLabs, dal canto suo, ha dichiarato che la sua rete di radar ha tracciato più di 50 oggetti derivanti dalla disintegrazione del satellite DMSP-5D2 F14.
Lanciato nel 1997, il satellite pesava 750 kg ed era parte del programma Defense Meteorological Satellite (DMSP), operando su un’orbita eliosincrona.
Il satellite DMSP-5D2 F14 non è l’unico della sua linea ad aver subito un tale destino. Satelliti precedenti, come l’F12, sono andati distrutti in orbita rispettivamente nel 2016 e nel 2015, e l’F11 si è disintegrato nel 2004, producendo 56 pezzi di detriti tracciati. Il comune denominatore di questi incidenti è la presenza di un difetto progettuale nelle batterie, che li rendeva particolarmente vulnerabili all’esplosione una volta esaurito il ciclo operativo.
Il design del DMSP-5D2 F14 si riflette anche su una linea di satelliti civili meteorologici polari operati dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA). Anche questi satelliti hanno subito fratture in orbita: il NOAA-16 nel 2015 e il NOAA-17 nel 2021.
Nonostante questi satelliti fossero sottoposti a un processo di “passivazione” alla fine del loro ciclo vitale, che include il drenaggio delle batterie e la ventilazione dei serbatoi di carburante, molti di essi sono comunque esplosi. Questo processo è pensato per eliminare le fonti di energia nei satelliti, riducendo il rischio di disintegrazione dopo la loro dismissione. Tuttavia, esperti del settore hanno sollevato dubbi sull’efficacia di tale processo per i satelliti più vecchi, progettati prima che fossero adottate le attuali pratiche di mitigazione dei detriti spaziali.
Questo incidente mette in evidenza un problema crescente: la gestione dei detriti spaziali. Con l’aumento del numero di satelliti in orbita e la persistenza dei detriti generati da satelliti dismessi, la questione della “spazzatura spaziale” diventa sempre più urgente.
