Uno studio dell’Università di Basilea, pubblicato su Frontiers in Network Physiology, ha mostrato che i pazienti con MASLD (malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica) presentano un sonno frammentato rispetto ai soggetti sani. La MASLD, diffusa globalmente a causa di obesità e sedentarietà, colpisce già il 30% degli adulti e tra il 7% e il 14% dei bambini, con una previsione di crescita al 55% entro il 2040. È associata a rischi elevati di diabete, tumori, malattie cardiovascolari e renali.
I ricercatori hanno monitorato 46 pazienti con MASLD e gruppi di confronto sani usando actigrafi, dispositivi che tracciano attività fisica e sonno. I pazienti con MASLD mostravano il 55% di risvegli notturni in più e il 113% di tempo sveglio dopo l’addormentamento rispetto ai soggetti sani. Inoltre, tendevano a dormire più frequentemente e più a lungo durante il giorno.
Nonostante abbiano riportato un sonno di qualità inferiore, nessuna differenza è stata rilevata nella durata complessiva del sonno. Il 32% dei pazienti attribuiva disturbi del sonno a stress psicologico. Tuttavia, una singola sessione di educazione all’igiene del sonno non ha migliorato significativamente i ritmi circadiani o la qualità del sonno.
Lo studio sottolinea che la frammentazione del sonno potrebbe contribuire alla progressione della MASLD, ma resta incerto se sia una causa o una conseguenza della malattia. I fattori coinvolti potrebbero includere genetica, obesità e sindrome metabolica. I ricercatori propongono di esplorare interventi prolungati, come la terapia della luce, per migliorare il sonno e i ritmi circadiani nei pazienti con MASLD.
