Un’installazione site specific a cura del collettivo artistico Mali Weil immagina una nuova alleanza tra esseri umani e altre specie viventi. Al MUSE – Museo delle Scienze di Trento, dal 13 dicembre 2024 al 2 marzo 2025, arriva “Ambasciata delle Diplomazie Interspecie: la Terra dura più degli imperi”, il nuovo progetto tra arte, fiction e scienza che apre nuove riflessioni sul futuro del pianeta. Previsti nel periodo di apertura alcuni appuntamenti per aspiranti “ambasciatrici/ori interspecie”. L’installazione del collettivo artistico Mali Weil trasforma MUSE Agorà, la “piazza” del museo per riflettere sui temi del nostro tempo, in uno spazio di negoziazione tra umani e altro dall’umano.
“L’allestimento, che si compone di proiezioni video, immagini e particolari stendardi, racconta come le Diplomazie Interspecie stiano ridisegnando le ecologie planetarie, prendendosi cura delle relazioni tra umani e altri organismi che vanno dalle alghe ai grandi carnivori, dai virus alle piante, dagli insetti ai funghi”, si legge in una nota.
Come spiegano Elisa Di Liberato, Lorenzo Facchinelli e Mara Ferrieri del collettivo Mali Weil: “questo progetto prosegue una ricerca avviata da alcuni anni, che esplora il ruolo della cultura, della scienza, dell’arte, del diritto e della fiction nel costruire nuove forme di coabitazione, negoziazione e risoluzione dei conflitti: una transizione che ci porterà a capire che il nostro pianeta è più forte e longevo di qualunque impero”.
Per il direttore del MUSE Massimo Bernardi: “con questo progetto il MUSE accoglie la proposta di Mali Weil di esplorare l’idea e il ruolo del museo come avamposto diplomatico, in un periodo in cui la necessità di trasformazione eco-sociale investe persone e istituzioni con nuove istanze negoziali di cui i musei possono farsi utili spazi di mediazione”.
I dettagli
“La Terra dura più degli imperi” rientra nell’ambito del programma Antropocene del MUSE, una piattaforma avviata nel 2020 con l’obiettivo di riflettere sulla trasformazione eco-sociale in corso utilizzando linguaggi transdisciplinari. Un percorso che attraverso masterclass, mostre, workshop e residenze d’artista ha coinvolto designer, creative e creativi, intellettuali, curatici e curatori under 35 in questa sfida.
“Mali Weil ha abbracciato il programma dall’inizio, lavorando su una serie di pratiche già in atto nel nostro mondo e nel museo stesso, dove biologia, etologia, botanica e svariate altre discipline si incrociano con le scienze umane per costruire quotidianamente gli strumenti e le condizioni di rapporto con l’alterità. Un rapporto che, secondo il collettivo artistico, può essere curato costantemente attraverso le arti diplomatiche”.
