Il 26 gennaio 1700, alle 21 circa, la costa occidentale del Nord America fu colpita da uno dei più potenti terremoti mai registrati nella storia geologica: il terremoto della Cascadia. Questo sisma, stimato di magnitudo 9.0, si verificò lungo la zona di subduzione della Cascadia, un punto di collisione tra le placche tettoniche Juan de Fuca e Nordamericana.
Il terremoto causò uno scuotimento violento lungo un tratto di un migliaio di km, da Vancouver Island al Nord della California. Le comunità indigene locali raccontano nelle loro tradizioni orali di onde gigantesche che spazzarono via interi villaggi. Questo evento non solo causò distruzione locale, ma generò un devastante tsunami che attraversò l’Oceano Pacifico, colpendo anche il Giappone, dove i cronisti documentarono onde alte diversi metri e danni significativi.
La ricostruzione scientifica di questo evento è stata possibile grazie agli studi su anelli degli alberi, sedimenti costieri e testimonianze storiche giapponesi. Il terremoto della Cascadia rappresenta un monito sulla forza distruttiva della natura e sulle vulnerabilità delle aree costiere densamente popolate.
