Lo Stato americano dell’Alaska ha fatto causa all’amministrazione Biden per quelle che definisce violazioni di una direttiva del Congresso per consentire lo sviluppo di petrolio e gas in una parte dell’Arctic National Wildlife Refuge (ANWR) federale. La causa di lunedì scorso presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti in Alaska contesta la decisione del governo federale del dicembre 2024 di offrire concessioni di trivellazione di petrolio e gas in un’area nota come “pianura costiera con restrizioni”.
La causa afferma che i limiti all’uso e all’occupazione della superficie “rendo impossibile o impraticabile sviluppare” 162.000 ettari di terra che il Dipartimento degli Interni USA prevede di mettere all’asta questo mese ai trivellatori di petrolio e gas, e che i limiti limiterebbero pesantemente le future esplorazioni petrolifere e trivellazioni nel rifugio.
Le parole del governatore Dunleavy
“La continua e irrazionale opposizione dell’Interno sotto l’amministrazione Biden allo sviluppo energetico responsabile nell’Artico porta l’America su un percorso di dipendenza energetica, anziché utilizzare le vaste risorse che abbiamo a disposizione”, ha affermato il governatore repubblicano Mike Dunleavy. L’Alaska vuole che la Corte annulli la decisione di dicembre e proibisca al Dipartimento di emettere dei contratti di locazione all’asta. Il Dipartimento e un portavoce del Bureau of Land Management hanno rifiutato di commentare. Se si considera anche la cancellazione da parte del Dipartimento dei contratti di locazione concessi durante gli ultimi giorni della presidenza di Donald Trump, l’Alaska afferma che riceverà solo una frazione degli 1,1 miliardi di dollari che il Congressional Budget Office ha stimato di ricevere in entrate dirette correlate ai contratti di locazione dallo sviluppo energetico nell’area.
