Catastrofe a Lisbona: il terremoto e lo tsunami del 26 gennaio 1531

Oltre ai crolli degli edifici, il terremoto innescò un terribile tsunami che colpì le zone costiere

Il 26 gennaio 1531, Lisbona fu teatro di una delle peggiori catastrofi naturali della sua storia. Un devastante terremoto colpì la città nelle prime ore del mattino, scuotendo violentemente il suolo e lasciando dietro di sé morte e distruzione. Si stima che il sisma abbia raggiunto magnitudo 7.1, un evento estremamente raro per l’epoca, data la mancanza di strumenti sismografici per misurare con precisione la magnitudo. Si presume che il sisma sia stato causato dalla faglia del basso Tago e fu preceduto da 2 scosse verificatesi il 2 e il 7 gennaio.

Oltre ai crolli degli edifici, il terremoto innescò un terribile tsunami che colpì le zone costiere. Le onde, alte diversi metri, si abbatterono sulla città portuale, trascinando con sé persone, merci e navi. Le testimonianze storiche descrivono un panorama apocalittico: strade sommerse, interi quartieri rasi al suolo e migliaia di vittime.

Il bilancio umano fu drammatico, con una stima di circa 30mila morti, un numero impressionante. Lisbona, tuttavia, trovò la forza di risorgere dalle sue macerie, dimostrando la resilienza di una città destinata a diventare uno dei grandi centri culturali e commerciali d’Europa.