Il Cremlino non ha ammesso oggi una responsabilità della Russia per l’incidente aereo dello scorso dicembre che ha visto un velivolo civile dell’Azerbaigian diretto alla città di Grozny in Cecenia precipitare sul territorio del Kazakhstan vicino alla città di Aktau, uccidendo 38 persone che erano a bordo. E ciò nonostante il Presidente azero, Ilham Aliyev, abbia affermato che l’aereo è stato danneggiato, anche se accidentalmente, da colpi partiti dal territorio russo. “Siamo interessati ad un’inchiesta completamente obiettiva e imparziale sulle cause di questo disastro”, ha detto il portavoce della presidenza russa, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia Interfax. Il portavoce ha aggiunto che sono attesi “i risultati del lavoro svolto dalla competente commissione”, alla quale gli esperti russi stanno fornendo “piena assistenza e sostegno“.
Il Presidente russo Vladimir Putin ha avuto due colloqui telefonici con Alyev, al quale ha fatto le sue “scuse ed espresso il suo rammarico“, ha detto ancora Peskov. Il Cremlino, tuttavia, aveva detto in precedenza che le scuse di Putin si riferivano al fatto che l’incidente è avvenuto nello spazio aereo russo e non ha fatto riferimento ad esplicite dichiarazioni del Presidente relative a una responsabilità della Russia. Mosca ha detto che al momento del disastro le sue difese aeree erano entrate in azione contro un attacco di droni ucraini.
