Secondo un’esperto di aviazione interpellato dalla CNN, nell’incidente aereo avvenuto sul fiume Potomac, a Washington, i piloti dell’American Airlines coinvolti con ogni probabilità non hanno avuto alcun preavviso della collisione imminente con l’elicottero militare. “In base a ciò che abbiamo visto finora, direi che questi piloti non erano consapevoli di un imminente disastro. Non credo che se ne siano resi conto. Se lo avessero fatto, avrebbero adottato misure evasive“, ha spiegato Alan Armstrong, avvocato specializzato. “Volando di notte, infatti, si perde circa il 90% della capacità visiva. La visione notturna (dei piloti) è enormemente ridotta“, ha evidenziato Armstrong.
Il Traffic Collision Avoidance System, o Tcas, uno strumento di sicurezza fondamentale per i piloti, è progettato principalmente per funzionare efficacemente ad altitudini superiori a 1.000-1.500 piedi, ma diventa meno efficace in prossimità del suolo, ha proseguito Armstrong, sottolineando che alla quota più bassa in cui si è verificata la collisione, le funzioni chiave del sistema anticollisione sono disattivate per impedire l’emissione di comandi che potrebbero spingere i piloti a manovre pericolose vicino al suolo.
Inoltre, secondo un rapporto sulla collisione riportato dal Washington Post, la torre di controllo del traffico aereo dell’aeroporto nazionale Reagan era in netta carenza di personale quando l’aereo passeggeri e l’elicottero militare si sono scontrati. Al momento della collisione 2 persone stavano gestendo il lavoro di 4 colleghi all’interno della torre di controllo del National. Cosa non “normale” per quell’orario o per la quantità di traffico aereo su Washington.
Il disastro ha causato la morte di 67 persone e ha scatenato un nuovo dibattito sull’affollamento dello spazio aereo dell’aeroporto.
