Un nuovo studio scientifico rivela che gli impianti per la cattura della CO₂, una tecnologia fondamentale per affrontare i cambiamenti climatici, funzionano meglio nelle regioni tropicali e subtropicali del pianeta. La ricerca, condotta dalla Carleton University e pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS), fornisce una valutazione integrata del potenziale di implementazione globale di questa tecnologia.
“Nel nostro studio – spiegano gli autori – presentiamo una valutazione integrata del potenziale di implementazione globale di questa tecnologia. Utilizzando un modello di analisi che integra dati sui processi chimici, sul clima, sulle emissioni siamo stati in grado di misurare le prestazioni critiche della cattura della CO₂ in diversi contesti“.
Gli scienziati sottolineano che per raggiungere gli obiettivi climatici globali, oltre alla riduzione delle emissioni di CO₂, sarà indispensabile rimuovere quella già emessa nell’atmosfera, stoccandola o riutilizzandola. A questo punto entrano in gioco le tecnologie per la cattura della CO₂, che si presentano come una delle soluzioni più promettenti. Tuttavia, l’efficacia di questi impianti dipende da diversi fattori ambientali, tra cui la temperatura, l’umidità e la pressione atmosferica.
Gli autori dello studio hanno integrato modelli climatici e delle emissioni di gas serra con modelli chimici di una tecnologia di rimozione della CO₂ per valutare come le condizioni ambientali influenzano la quantità di acqua, energia ed emissioni necessarie per la cattura. “Abbiamo scoperto che le alte temperature facilitano le reazioni di cattura del carbonio così come le alte pressioni dell’aria, suggerendo che gli impianti di rimozione potrebbero essere posizionati in modo ottimale in regioni tropicali o subtropicali a bassa quota“, affermano i ricercatori.
Inoltre, la bassa altitudine riduce anche i carichi delle ventole di aspirazione, il che si traduce in una diminuzione dei requisiti energetici per il funzionamento degli impianti. Tuttavia, le regioni calde e secche, come l’Australia, il Nord Africa e il Medio Oriente, sebbene abbiano un accesso abbondante a risorse energetiche solari e temperature elevate, presentano il problema di un clima arido che aumenta significativamente i requisiti idrici per i processi di cattura del carbonio.
“Secondo gli autori, la valutazione dei fattori ambientali e delle risorse richieste dalle tecnologie di cattura del carbonio può orientare la scelta ottimale dell’ubicazione di tali impianti per ridurre al minimo i costi di rimozione della CO₂“, si conclude la ricerca.
Questo studio fornisce quindi nuove indicazioni per ottimizzare l’efficacia degli impianti di cattura del carbonio, suggerendo che le zone tropicali potrebbero rappresentare la miglior opzione per affrontare la crescente sfida della CO₂ atmosferica.
