Il 4 febbraio 1945 ebbe inizio la Conferenza di Jalta, un incontro cruciale tra i leader delle potenze alleate: Franklin D. Roosevelt (Stati Uniti), Winston Churchill (Regno Unito) e Iosif Stalin (Unione Sovietica). Questo vertice, svoltosi in Crimea, fu determinante per delineare l’assetto geopolitico del mondo dopo la Seconda Guerra Mondiale. In un’Europa devastata dal conflitto, i tre leader si riunirono per discutere la resa incondizionata della Germania nazista e la successiva divisione del Paese in quattro zone di occupazione (controllate da Stati Uniti, Unione Sovietica, Regno Unito e Francia). Fu inoltre deciso che i responsabili dei crimini di guerra sarebbero stati processati.
La conferenza affrontò anche il futuro dell’Europa orientale, con Stalin che ottenne il controllo su diversi paesi, promettendo libere elezioni, un impegno che non mantenne, segnando l’inizio della Guerra Fredda. Inoltre, venne stabilita la creazione dell’ONU per garantire la pace globale.
Jalta rappresentò un punto di svolta nella storia moderna, stabilendo equilibri che influenzarono il mondo per decenni, alimentando tensioni tra Occidente e Unione Sovietica che avrebbero caratterizzato l’era post-bellica.
