Non furono i Fenici i primi abitanti del Maghreb, ma antiche comunità che risalgono all’Età del Bronzo. Questo è quanto emerge dagli studi condotti da un team internazionale di ricercatori, i quali hanno sfatato il mito di una regione prima del loro arrivo sottosviluppata e disabitata. La scoperta si concentra sul sito di Kach Kouch, situato nel Nord del Marocco, che rappresenta il primo insediamento dell’Età del Bronzo nel Maghreb.
Gli scavi, iniziati nel 2021, e i cui dettagli sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Antiquity, hanno rivelato la presenza umana tra il 2200 e il 600 a.C. Il sito si estende su un ettaro di terra e si affaccia sulla foce del fiume Laou, un punto strategico per il controllo della regione. Kach Kouch mostra tre fasi di occupazione, con la prima datata tra il 2200 e il 2000 a.C., che evidenzia tracce di una presenza sparsa o una distruzione dovuta a successive occupazioni.
La seconda fase (1300-900 a.C.) segna la costruzione di un villaggio con abitazioni circolari e strutture per lo stoccaggio di prodotti agricoli, tra cui il grano e l’orzo. Qui emerge anche la prima testimonianza di bronzo nel Maghreb. La terza fase (VIII-VII secolo a.C.) coincide con l’arrivo dei Fenici, ma evidenzia anche l’influenza delle culture locali attraverso l’uso di materiali misti nelle abitazioni.
Kach Kouch rappresenta una testimonianza fondamentale della vita sedentaria e agricola nel Maghreb, ben prima della presenza fenicia. Secondo i ricercatori, questa scoperta ridisegna la storia del Nord Africa, confermando l’esistenza di comunità evolute e con scambi culturali con altre civiltà del Mediterraneo.
