Clima, la distruzione delle torbiere mondiali rilascia 2,5 miliardi di tonnellate di CO2 ogni anno

Il rilascio del carbonio immagazzinato nelle torbiere "porta a livelli pericolosi di gas serra"

Un nuovo studio, pubblicato oggi dalla Wildlife Conservation Society, rivela che le torbiere sono “scarsamente protette” e il loro sfruttamento “mette a rischio” il clima globale. Coprendo solo il 3% della superficie terrestre, queste zone umide terrestri immagazzinano 600 miliardi di tonnellate di carbonio, più di tutta la biomassa forestale mondiale messa insieme. Lo studio rivela che quasi un quarto delle torbiere è sottoposta a una forte pressione per le attività umane. Circa il 15% è stato prosciugato per l’agricoltura, mentre un ulteriore 5-10% è degradato in qualche modo, anche attraverso la rimozione della vegetazione. Questo tasso è ancora più alto ai tropici, dove le stime suggeriscono che oltre il 40% delle torbiere è stato degradato.

La distruzione delle torbiere causa enormi emissioni di carbonio nell’atmosfera. Si stima che ogni anno vengono emesse tra 1,5 e 2,5 miliardi di tonnellate di CO2 dalle torbiere globali danneggiate. Solo il 17% delle torbiere rientra in un’area protetta. “Un valore in netto contrasto con i livelli di protezione concessi ad altri ecosistemi a rischio, tra cui mangrovie (42%), saline (50%) e foreste tropicali (38%)”, spiegano i ricercatori della Wildlife Conservation Society.

Lo studio

Il nuovo studio ‘Mismatch Between Global Importance of Peatlands and the Extent of their Protection’, pubblicato sulla rivista ‘Conservation Letters’, offre la prima valutazione globale dello stato di conservazione delle torbiere del mondo. Queste zone umide accumulano materia organica parzialmente decomposta, impedendo il rilascio di miliardi di tonnellate di anidride carbonica (CO2) nell’atmosfera. Le torbiere emettono CO2 quando vengono prosciugate e sfruttate intensivamente (come con l’attività mineraria) o quando vengono riconvertite ad altri utilizzi, come ad esempio i terreni agricoli.

Gli autori dello studio sottolineano che il rilascio del carbonio immagazzinato nelle torbiere “porta a livelli pericolosi di gas serra”: “la mancata protezione delle torbiere mette a rischio le loro riserve di carbonio e potrebbe anche mettere a repentaglio le riserve globali di acqua dolce, poiché le torbiere contengono il 10% dell’acqua dolce non congelata del mondo. Sono anche ricche di biodiversità, contenendo una varietà sbalorditiva di muschi, piante da fiore, uccelli, lumache, pesci e farfalle“.

Le torbiere nel mondo

I Paesi con più torbiere includono Canada, Russia, Indonesia, Stati Uniti, Brasile, Repubblica Democratica del Congo, Cina, Perù, Finlandia e Repubblica del Congo. Questi 10 Paesi contengono l’80% delle torbiere globali. E i primi cinque ne contengono il 70%. Lo studio rivela che almeno un quarto (27%) ricade su territori appartenenti a popolazioni indigene, dove sono state salvaguardate da queste comunità. A livello globale, lo studio riporta che almeno 1,1 milioni di chilometri quadrati di torbiere si trovano all’interno delle terre dei popoli indigeni e che oltre l’85% delle torbiere presenti nelle terre dei popoli indigeni non rientra in altri tipi di aree protette.