Clima, Ue: “al lavoro per semplificare la carbon tax”

Il Commissario europeo per il Clima Hoekstra: “tagliare la burocrazia, diverse opzioni al vaglio”

La Commissione europea sta lavorando alla semplificazione del meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere, la cosiddetta carbon tax, come richiesto anche dall’Italia. “È evidente che la complessità e la burocrazia che abbiamo creato a livello europeo così come a livello di Stati membri devono essere affrontate: stiamo esplorando ogni singolo ambito, cosa possiamo fare noi come Commissione o come possiamo incentivare gli Stati membri a fare lo stesso“, ha confermato il Commissario europeo per il Clima, Wopke Hoekstra, in audizione al Parlamento europeo, menzionando tra le misure al vaglio lo snellimento della direttiva antielusione e la semplificazione del Cbam (Carbon border adjustment mechanism).

Parlando al Financial Times, il Commissario responsabile per il Clima ha spiegato che l’idea al vaglio sarebbe quella di esonerare l’80% delle imprese Ue dall’imposta, limitando il meccanismo solo “ai maggiori importatori” e risparmiando alla maggior parte delle imprese i costi di conformità e gli oneri, come parte della spinta del blocco a ridurre la burocrazia e a stimolare la produttività. “Meno del 20% delle aziende che rientrano nel campo di applicazione sono responsabili di oltre il 95% delle emissioni dei prodotti”, ha dichiarato al quotidiano finanziario, secondo cui la mossa esenterebbe fino a 180mila delle 200mila aziende interessate dall’obbligo di conformità.

Pilastro cardine del pacchetto sul clima ‘Fit for 55’, il Cbam è già in vigore in fase transitoria da ottobre 2023 applicandosi solo ai settori di cemento, ferro e acciaio, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno. Lo strumento obbliga gli importatori ad acquistare certificati di CO2, come fanno le industrie europee nel mercato Ue del carbonio (l’Ets), e porterà a eliminare definitivamente tutte le quote gratuite che ancora vengono rilasciate per non svantaggiare le imprese europee dalla concorrenza internazionale. La fase definitiva entrerà in vigore solo a partire dal 2026. Sotto la pressione delle industrie, Hoekstra ha promesso già quest’anno una revisione del meccanismo.