Domani, martedì 15 febbraio, le parti della Conferenza globale sulla biodiversità COP16 si riuniranno a Roma, dove riprenderanno le discussioni per concordare questioni cruciali per arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030. In quella sede, l’Unione europea lavorerà per trovare un consenso e raggiungere un accordo su tutte le decisioni in sospeso, tra cui la mobilitazione delle risorse, il quadro di monitoraggio e le procedure per la revisione dell’attuazione. Lo ha reso noto la Commissione europea, ricordando che l’appuntamento di Roma è la continuazione della riunione COP16 che si è tenuta a Cali, in Colombia, nell’ottobre 2024, che ha portato a diversi risultati ma dove “le parti non sono riuscite a raggiungere un accordo su tutte le decisioni necessarie per implementare correttamente il Quadro globale sulla biodiversità”.
“L’Ue e i suoi Stati membri rimangono pienamente impegnati nell’attuazione del Quadro globale sulla biodiversità. In queste negoziazioni riprese, insieme dobbiamo trovare un modo per continuare a mobilitare risorse da tutte le fonti e garantire un finanziamento continuo per la biodiversità dopo il 2030 che sia efficace e coerente. Siamo pronti a lavorare insieme a tutte le parti per andare avanti e costruire sui progressi compiuti a Cali”, ha commentato il Commissario per l’ambiente, la resilienza idrica e un’economia circolare competitiva, Jessika Roswall.
Dopo le sessioni riprese a Roma, la prossima Conferenza delle parti, la COP17, si terrà nel 2026 a Yerevan, in Armenia.
