Criptovalute in Italia: fase di rallentamento, ma il fascino del digitale resiste

L'85% dei possessori di criptovalute si ferma meno di 5mila euro di controvalore, mentre il 57% ha un portafoglio inferiore a 1.000 euro

Negli ultimi anni, le criptovalute e la tecnologia blockchain hanno guadagnato crescente attenzione in Italia, sia tra gli investitori privati ​​che tra le aziende. Tuttavia, il settore sta attraversando una fase di rallentamento, con segnali contrastanti tra l’adozione da parte del pubblico e gli investimenti nelle infrastrutture tecnologiche. Secondo una ricerca condotta da Bva Doxa per l’Osservatorio Blockchain & Web3 del Politecnico di Milano, nel 2024 circa 2,7 milioni di italiani (pari al 7% della popolazione internet tra i 18 ei 75 anni) possiedono crypto-asset. Questo dato rappresenta un calo rispetto ai 3,6 milioni del 2023, con una rilasciata dell’11%. L’85% dei possessori di criptovalute si ferma meno di 5mila euro di controvalore, mentre il 57% ha un portafoglio inferiore a 1.000 euro.

Inoltre, il 65% degli intervistati dichiara che i crypto-asset rappresentano al massimo il 10% del proprio portafoglio, mentre solo il 15% ha un’allocazione superiore al 30%. L’interesse verso futuri acquisti è anch’esso in calo: dal 20% del 2023 si è scesi al 17% nel 2024, mentre la percentuale di chi ha posseduto criptovalute in passato è leggermente aumentata, passando dal 10% all’11%. Nonostante la flessione, il fenomeno rimane rilevante: circa 13 milioni di italiani hanno posseduto, possedere o vorrebbero possedere questi strumenti finanziari.