Crisi energetica in Iran: chiusi uffici, scuole e università

L'Iran sta affrontando contemporaneamente carenze di gas naturale, elettricità e prodotti raffinati

L’Iran sta attraversando una grave crisi energetica, accentuata da un inverno particolarmente rigido. In molte province, come Teheran e Alborz, sono stati chiusi tutti gli uffici governativi, le scuole e le università per far fronte alla carenza energetica. Solo i servizi sanitari e bancari sono rimasti operativi, ma con severe restrizioni. Il portavoce dell’industria elettrica, Rjabi Mashhadi, ha annunciato che tutti gli utenti commerciali, bancari e governativi devono ridurre i consumi elettrici del 50% rispetto allo scorso anno, con minacce di interruzioni del servizio per chi non rispetta le normative.

La crisi energetica è stata aggravata dal fatto che l’Iran sta affrontando contemporaneamente carenze di gas naturale, elettricità e prodotti raffinati. Il ministro dell’Energia, Mohsen Paknejad, ha affermato che per uscire da questa situazione, il Paese necessita di un investimento di 45 miliardi di dollari.

Secondo esperti come Brenda Shaffer, l’Iran sta affrontando un collasso sistemico del settore energetico, con ripercussioni sulla stabilità politica del Paese. La difficoltà nel soddisfare la domanda di energia di base riflette la debolezza del governo, mentre le difficoltà economiche continuano a limitare le prospettive di sviluppo.