Il ddl Nucleare in Cdm: c’è la data

Il 28 febbraio, in Cdm sarà portato il disegno di legge delega sul nucleare: darà al Paese il quadro giuridico per il ritorno all'atomo

Il disegno di legge delega sul nucleare sarà portato in Consiglio dei Ministri venerdì 28 febbraio dal Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. Il ddl, e i decreti delega che saranno emessi dal governo entro 24 mesi dall’entrata in vigore della legge, dovranno ridare al Paese il quadro giuridico per la realizzazione, la gestione e il controllo delle centrali nucleari. Il provvedimento è stato preparato da una commissione guidata dal giurista Giovanni Guzzetta. La legge quadro indicherà le procedure per l’autorizzazione delle nuove centrali. La norma prevede un’agenzia di controllo sul nucleare, per vigilare sulla gestione degli impianti e sullo smaltimento delle scorie.

Il ddl riprende le best practice degli altri Paesi europei con più tradizione sul nucleare, e punta a valorizzare le aziende e le competenze italiane nel settore. Sono previste misure per incentivare la ricerca e la formazione, e una campagna informativa per la popolazione.

Primi reattori negli anni ‘30

Se il disegno di legge sarà approvato in parlamento, toccherà poi al governo emanare i decreti attuativi. Per questi ultimi, si stima che serviranno altri due anni. I primi reattori potrebbero cominciare a funzionare all’inizio degli anni ‘30.

Al posto delle grandi centrali di terza generazione (quelle chiuse nel 1987), il governo punta sui piccoli reattori modulari di terza generazione avanzata (small modular reactor, motori di sommergibili dentro cilindri di metallo) e sui reattori di quarta generazione (advanced modular reactor), raffreddati a piombo liquido e alimentati dalle scorie delle vecchie centrali.

All’inizio di febbraio è stata raggiunta l’intesa tra Enel, Ansaldo Energia e Leonardo per la creazione di una società pubblica congiunta per la progettazione e la costruzione dei nuovi reattori modulari. Una newco fortementa voluta dall’esecutivo, e che raccoglie buona parte delle competenze italiane nel campo. Nel nostro Paese, a Torino, è attiva anche newcleo: società multinazionale europea, ma con una forte presenza italiana, che conta di mettere sul mercato ai primi degli anni ‘30 i nuovi reattori raffreddati a piombo liquido.