All’aeroporto di Sofia dovrà essere installato il più presto possibile un sistema anti-drone. Lo ha dichiarato stasera ai giornalisti il ministro dei Trasporti Grozdan Karadzhov dopo che venerdì scorso la presenza in aria all’aeroporto di un drone non identificato ha bloccato per un’ora gli arrivi e le partenze. Il drone è stato avvistato dai controlli di volo sulle piste di atterraggio, dopo di che si è allontanato in direzione di uno dei quartieri di periferia della capitale bulgara. Finora le autorità competenti non sono riuscite a identificare il proprietario del velivolo. Un eventuale scontro del drone con un aereo in atterraggio avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche, commentano gli esperti. All’ora dell’avvistamento del drone devono atterrare uno dopo altri tre diversi aerei in arrivo.
Secondo il ministro, l’allestimento di un sistema anti-drone fa parte delle responsabilità dell’amministrazione aeroportuale, che “dovrebbe ricorrere all’aiuto delle forze armate bulgare”. “L’incidente è stato una provocazione e non un gioco da ragazzi”, ha osservato Karadzhov. A suo dire il drone “era relativamente grande: oltre 30 kg di peso e con un’apertura alare di circa 1,5 metri”. Il ministro ha precisato che tali droni “non si trovano facilmente e possono avere un duplice utilizzo”. “La capacità di pilotare un drone del genere – ha proseguito – significa che stiamo parlando di una persona con un addestramento speciale”. “Ecco perché molto probabilmente si tratta di una provocazione o di un tentativo di testare i sistemi di sicurezza dell’aeroporto”, ha concluso il ministro Karadzhov.
