Esodo di lingotti d’oro dalla Banca d’Inghilterra

Gli operatori temono che possano essere introdotte nuove tariffe sui metalli preziosi

Negli ultimi mesi, la Bank of England ha registrato un’imponente fuoriuscita di lingotti d’oro dai propri caveau: circa 8mila, pari al 2% delle riserve totali, sono stati prelevati a seguito delle crescenti preoccupazioni legate alla guerra commerciale avviata dall’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Secondo Sir Dave Ramsden, vice governatore della Banca, l’aumento della domanda di oro è stato stimolato dal differenziale di prezzo tra il mercato dei futures di New York e il prezzo spot di Londra. Di conseguenza, il tempo di attesa per il ritiro dell’oro dai caveau è passato da pochi giorni a diverse settimane.

Gli operatori temono che possano essere introdotte nuove tariffe sui metalli preziosi, spingendo così molti investitori a mettere al sicuro le proprie riserve. Tuttavia, Ramsden ha assicurato che la Banca è in grado di soddisfare tutte le richieste, pur ammettendo che le complessità logistiche e di sicurezza rallentano il processo.

Nonostante l’aumento della domanda, il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, ha ribadito la centralità di Londra nel mercato globale dell’oro, confermando che la città rimane il principale hub per lo scambio e la custodia del prezioso metallo.