L’Etna finisce sul New York Times. In un’intervista rilasciata al quotidiano statunitense, il sindaco di Adrano Fabio Mancuso ha affermato: “L’Etna è una parte integrante della nostra identità e della nostra cultura. La sua bellezza e la sua potenza attraggono visitatori da tutto il mondo, ma dobbiamo anche essere consapevoli dei rischi che comporta l’attuale attività eruttiva“. Il vulcano sta attirando migliaia di escursionisti, turisti e fotografi, creando un affollamento che determina criticità. Le autorità hanno aumentato le misure di sicurezza per monitorare i flussi di turismo e proprio questa mattina presso la Questura di Catania si terrà un nuovo incontro. “Stiamo lavorando a stretto contatto con le forze dell’ordine e i servizi di emergenza per garantire che i visitatori possano godere di questa meraviglia naturale in totale sicurezza. Dobbiamo bilanciare l’attrazione turistica con la sicurezza dei cittadini e dei visitatori. L’Etna è imprevedibile e la nostra priorità è garantire che tutti siano al sicuro“, ha sottolineato Mancuso.
“Quella sull’Etna è una colata di tipo turistico, confinata in una zona isolata e che se dovesse continuare, secondo gli scenari previsti, potrebbe scendere di altri duecento metri“: è quanto ha spiegato all’ANSA Salvo Cocina, capo dipartimento della Protezione civile della Regione Siciliana, facendo il punto della situazione sull’eruzione in corso sul vulcano attivo più alto d’Europa, il cui tremore è crollato su valori medio bassi. “Lo scorso fine settimana ci sono state circa duemila persone che hanno voluto vedere l’eruzione dal vivo, da vicino. I problemi sono stati nelle strade di accesso, piccole provinciali, che sono state ostruite, bloccando le vie d’accesso anche ai mezzi di soccorso. Ma non solo, per raggiungere il fronte lavico occorre seguire una pista, e poi fare anche un fuori pista, di 5,5 chilometri da percorrere in un’ora e mezza al buio e al freddo. Molti non erano attrezzati e c’era chi non conosce i pericoli di un sentiero dissestato dell’Etna dove, per esempio, il calore fa ghiacciare parte della neve, ma che rimane soffice di sotto, e se la calpesti in quel tratto sprofondi“. Poche le denunce nei confronti chi ha trasgredito le ordinanze dei Comuni: “Intanto si sono potute fare soltanto dopo che c’è stato il provvedimento dell’Ente locale, poi sono poche persone, del resto come si può controllare un flusso così imponente di presenze? Tutto sommato non ci sono stati feriti gravi, la gente è più preparata, ma occorre sempre prudenza“.
