Nel primo terzo di febbraio 2025, l’andamento della temperatura media dell’aria superficiale globale ha mostrato un lieve rallentamento, a differenza della temperatura media della superficie del mare, che non ha registrato un calo significativo. Questo comportamento sembra in apparente contraddizione con la presenza di condizioni di La Niña, attualmente deboli ma comunque attive.
L’evento di La Niña, che si è manifestato agli inizi di gennaio, continua a persistere, sebbene con un’intensità contenuta. Le analisi suggeriscono che la sua durata sarà limitata, con una probabilità del 66% di un ritorno a condizioni di neutralità ENSO nel periodo tra marzo e maggio. Alcuni modelli indicano addirittura un possibile termine già tra febbraio e aprile, con una probabilità del 41%. Tuttavia, sebbene le anomalie oceaniche associate a La Niña risultino deboli, la componente atmosferica si presenta più marcata, con alisei intensificati, venti superiori più forti e un impatto evidente sulla distribuzione delle precipitazioni, con maggiori piogge sull’Indonesia e condizioni più secche nel Pacifico tropicale centrale.
L’indice Niño-3.4, principale parametro per il monitoraggio dell’ENSO, ha registrato a gennaio un valore di -0,8°C secondo il dataset ERSSTv5. Questo dato conferma il secondo mese consecutivo con valori al di sotto della soglia di -0,5°C, classificando l’evento nella categoria di “La Niña debole“. La situazione odierna suggerisce quindi un fenomeno transitorio, con un rapido ritorno a condizioni ENSO neutrali nei prossimi mesi.
Nonostante la sua breve durata, anche una La Niña moderata può influenzare fenomeni atmosferici su scala globale. La sua presenza è un elemento chiave nella previsione stagionale di eventi meteorologici estremi, tra cui cicloni nell’emisfero australe, fiumi atmosferici, variazioni nelle stagioni degli uragani e dei tornado, nonché impatti su raccolti agricoli e mercati finanziari.
Tuttavia, è fondamentale sottolineare che, nel lungo periodo, l’ENSO non determina il trend generale del riscaldamento globale di origine antropica (AGW). L’oscillazione tra fasi di El Niño e La Niña rappresenta una variabilità naturale del sistema climatico, ma non altera la tendenza generale all’aumento delle temperature globali.
Alla luce di questi elementi, il mese di febbraio 2025 potrebbe risultare meno caldo rispetto allo stesso periodo del 2024, quando furono registrati diversi record termici fuori scala. Sebbene le condizioni attuali suggeriscano un rallentamento temporaneo della crescita delle temperature medie globali, il quadro complessivo del cambiamento climatico resta invariato, con il riscaldamento globale che continua a rappresentare una delle sfide più pressanti per il futuro del pianeta.
