“Sull’Etna continua l’attività effusiva subterminale, alimentando una colata di lava che ha raggiunto una lunghezza di 3 km circa“. Il fronte della colata avanza “nella valle tra il cono principale del 1610 (dove c’è la Grotta degli Archi) e l’antico cratere Monte Pecoraro“: a fornire un aggiornamento sul vulcano attivo più alto d’Europa è il vulcanologo INGV Boris Behncke, che sottolinea anche che “non c’è solo questa emissione di lava, da una fessura alla base meridionale del cratere Bocca Nuova“. Dal 10 febbraio, infatti, “da almeno due bocche esplosive sul fianco occidentale del Cratere di Sud/Est stanno avvenendo esplosioni stromboliane ed emissioni di cenere. Il vento ha distribuito la cenere sui settori sud occidentale, meridionale ed orientale del vulcano, sporcando la bella neve appena caduta alcuni giorni fa“.
Un’attività stromboliana frequente dai crateri sommitali accompagnata da emissioni laviche è tra gli “scenari attesi” nell’ultimo bollettino, pubblicato ieri dall’INGV: “Non è possibile escludere una evoluzione dei fenomeni verso un’attività più energetica con formazione di colonne eruttive, nubi di cenere e flussi piroclastici“. “Dopo un periodo di attività vulcanica caratterizzata da degassamento a regime variabile a tutti i crateri, a distanza di circa 3 mesi dall’ultima attiva di fontana di lava accaduta il 10 novembre 2024 – spiega l’INGV in una ricostruzione degli ultimi giorni di quanto accaduto sul vulcano – giorno 6 febbraio l’Etna ha iniziato una nuova fase eruttiva di tipo esplosivo ed effusivo. L’attività di tipo esplosivo inizia giorno 6 febbraio con una modesta ed episodica attività stromboliana prodotta da una bocca posta nel settore occidentale del Cratere di Sud-Est. L’8 febbraio a quest’attività segue l’inizio di una fase effusiva alimentata da una fessura eruttiva apertasi alla base del cratere Bocca Nuova a una quota di ~3050 metri sul livello del mare, con un flusso lavico che avanzava in direzione Sud verso Monte Frumento Supino. Date le avverse condizioni meteorologiche, le prime osservazioni attraverso le telecamere di sorveglianza dell’INGV sono state alle 17:35 UTC, pertanto non si può escludere che l’emissione lavica fosse iniziata alcune ore prima“.
