Previsioni Meteo: l’inverno ad un passo dalla svolta ma il Mediterraneo resta sotto l’egemonia anticiclonica

L’unico effetto tangibile di questa dinamica sarà una breve parentesi fredda tra venerdì e sabato, durante la quale saranno possibili nevicate sull’Appennino già a partire dalle basse quote montane. Il freddo si farà sentire in particolare all’inizio della prossima settimana, ma non sarà sufficiente a determinare un’ondata di gelo duratura

L’attuale configurazione meteo avrebbe potuto offrire un’opportunità significativa per un’ondata di gelo e neve sulla nostra penisola, grazie a una dinamica particolare in atto nel vortice polare troposferico. In queste ore, infatti, si sta verificando un cosiddetto split del vortice polare, provocato da una profonda elevazione anticiclonica nel cuore del Polo Nord. Questo fenomeno ha portato alla separazione del vortice polare in due distinte sezioni: una si sta approfondendo sulla Siberia e sul comparto euroasiatico, mentre l’altra si sta dirigendo verso il Canada e gli Stati Uniti.

La particolarità di questa configurazione risiede nel fatto che, al posto della sede naturale del vortice polare, si è instaurato un vasto cuneo anticiclonico, con valori di pressione che superano i 1055 hPa. Se questo blocco anticiclonico fosse stato sufficientemente robusto e duraturo, una parte della massa d’aria gelida proveniente dalla Siberia avrebbe potuto estendersi sull’Europa, portando con sé correnti fredde intense e aumentando notevolmente le probabilità di nevicate diffuse su gran parte dell’Europa continentale e del Mediterraneo.

Gelo ad un passo dall'Italia

Tuttavia, le proiezioni mostrano che tale blocco non sarà in grado di reggere a lungo. La struttura anticiclonica cederà gradualmente, consentendo ai due lobi del vortice polare di riunificarsi alle alte latitudini. Questo scenario esclude, almeno per il momento, la possibilità di un’ondata di gelo significativo sull’Italia. L’unico effetto tangibile di questa dinamica sarà una breve parentesi fredda tra venerdì e sabato, durante la quale saranno possibili nevicate sull’Appennino già a partire dalle basse quote montane. Il freddo si farà sentire in particolare all’inizio della prossima settimana, ma non sarà sufficiente a determinare un’ondata di gelo duratura.

Con il progressivo riassorbimento del vortice polare, l’evoluzione successiva vedrà il ritorno di un regime anticiclonico a partire dalla metà della prossima settimana. Questo determinerà condizioni di stabilità atmosferica, con l’inevitabile formazione di inversioni termiche nelle vallate e diffuse nebbie mattutine. Le masse d’aria gelida rimarranno confinate a nord della nostra penisola, concentrandosi inizialmente tra Germania, Polonia e Ucraina, per poi estendersi verso i vicini Balcani.

Rimane una piccola incertezza legata alla possibile sottostima, da parte dei modelli fisico-matematici, dell’inerzia della massa d’aria gelida nella sua progressione verso l’Europa orientale. Se questo elemento venisse rivisto nelle prossime elaborazioni, non si potrebbe escludere del tutto un parziale sconfinamento di aria fredda lungo il versante adriatico, sebbene questa ipotesi al momento appaia piuttosto remota. In definitiva, il quadro meteorologico attuale si configura come una grande occasione mancata per l’arrivo di un’ondata di gelo vera e propria sulla nostra penisola, lasciando l’Italia ai margini di una dinamica che interesserà soprattutto l’Europa centro-orientale.