Pronta al lancio (01:16 ora italiana del 27 febbraio) la missione Lunar Trailblazer, per mappare le risorse idriche sulla Luna. A bordo viaggerà un avanzato strumento chiamato Lunar Thermal Mapper (LTM), sviluppato dai ricercatori del Dipartimento di Fisica dell’Università di Oxford, che avrà il compito di rilevare la temperatura superficiale e la composizione della Luna, per identificare le fonti di acqua. Questi dati sono fondamentali per comprendere il ciclo dell’acqua lunare e facilitare le future missioni spaziali, sia robotiche che umane.
Il veicolo, che pesa 200 kg e ha le dimensioni di una lavatrice, sarà inserito in orbita lunare e mapperà la superficie del satellite terrestre 12 volte al giorno, con una risoluzione di 50 metri. Utilizzando tecnologie all’avanguardia, l’obiettivo è studiare aree particolarmente promettenti, come i crateri permanenti in ombra del Polo Sud lunare, dove potrebbe esserci una considerevole quantità di ghiaccio d’acqua. Le stime parlano di circa 600 milioni di tonnellate metriche di ghiaccio, una risorsa che potrebbe essere utilizzata per produrre acqua potabile, ossigeno e carburante, supportando così le future missioni sulla Luna.
Il Lunar Thermal Mapper lavorerà insieme all’High-resolution Volatiles and Minerals Moon Mapper (HVM3) della NASA/JPL, per creare le mappe più dettagliate finora mai prodotte. Questi strumenti contribuiranno anche a chiarire come l’acqua sia arrivata sulla Luna: se per mezzo di comete, asteroidi umidi, eruzioni vulcaniche antiche o per combinazione dell’idrogeno del vento solare con l’ossigeno lunare.
