Un team di ricercatori dell’Università del Missouri ha sviluppato un metodo innovativo per eliminare i cosiddetti “composti chimici eterni” – i PFAS – dall’acqua, senza l’uso di solventi organici o temperature estreme. Lo studio, pubblicato sulla rivista Environmental Science & Technology, descrive un approccio più sostenibile e accessibile rispetto alle tecniche tradizionali.
Secondo Feng Xiao, autore principale della ricerca, il metodo prevede l’utilizzo di carbone attivo granulare (GAC), un materiale già impiegato per filtrare sostanze nocive dall’acqua e dall’aria. Riscaldando i PFAS insieme al GAC a 300°C (572°F), i ricercatori sono riusciti a ottenere la mineralizzazione dei composti, trasformandoli in sostanze innocue. Questo processo riduce drasticamente la temperatura richiesta rispetto ai 1292°F (circa 700°C) necessari in metodi precedenti, rendendolo più economico ed efficiente.
Il GAC è facilmente reperibile e può essere riutilizzato più volte, rendendo il metodo particolarmente vantaggioso per applicazioni su scala locale. Questo nuovo approccio potrebbe rappresentare una svolta nella lotta contro l’inquinamento da PFAS, offrendo una soluzione accessibile e sostenibile per migliorare la qualità dell’acqua potabile.
