Più di 150 false orche (Pseudorca crassidens) si sono arenate su una remota spiaggia della Tasmania, Stato insulare dell’Australia. L’allarme è stato lanciato dalle autorità locali, mentre gli esperti marini e i veterinari sono giunti sul posto per cercare di salvare gli esemplari ancora in vita. Secondo quanto riferito dal Dipartimento delle Risorse Naturali e dell’Ambiente della Tasmania, dei 157 cetacei spiaggiati, solo 90 erano ancora vivi al momento della scoperta, un numero in calo rispetto alle 136 unità inizialmente riportate. Le operazioni di soccorso sono state rese difficoltose dall’inaccessibilità della spiaggia, dalle condizioni dell’oceano e dalla necessità di trasportare attrezzature specialistiche in una zona così remota.
Una sfida logistica
Gli esperti stanno cercando di definire il metodo più idoneo e umano per affrontare questa emergenza. Questo episodio rappresenta il primo spiaggiamento di false orche in Tasmania dal 1974, quando un gruppo di oltre 160 esemplari si arenò nei pressi di Stanley, sulla costa nordoccidentale dell’isola. Normalmente, gli spiaggiamenti in Tasmania coinvolgono balene pilota.
Le cause degli spiaggiamenti: un enigma ancora irrisolto
Le cause di questi spiaggiamenti di massa rimangono in gran parte sconosciute. Secondo gli scienziati, tra i possibili fattori scatenanti vi sono il disorientamento dovuto a rumori intensi, malattie, vecchiaia, ferite, fughe dai predatori o condizioni meteo estreme. Le carcasse degli esemplari deceduti saranno analizzate per cercare di ottenere indizi sulle motivazioni di questo drammatico evento.
I cetacei sono stati avvistati per la prima volta martedì pomeriggio, e un successivo sorvolo in elicottero ha confermato che non vi erano altri esemplari nel raggio di 10 km dal luogo dello spiaggiamento. Alcuni degli animali potrebbero essere rimasti arenati per oltre 48 ore.
Precedenti storici
Eventi simili si sono verificati più volte in Tasmania. Nel 2022, 230 balene pilota si sono spiaggiate più a Sud, nella zona di Macquarie Harbor. Il più grande spiaggiamento di massa nella storia dell’Australia è avvenuto nello stesso luogo nel 2020, quando 470 balene pilota sono rimaste intrappolate sui banchi di sabbia. In entrambi i casi, la maggior parte degli animali non è sopravvissuta.

