Le scuole delle isole greche di Santorini, Anafi, Ios e Amorgos, nell’arcipelago delle Cicladi, rimarranno chiuse, in via precauzionale, fino a venerdì 7 febbraio, a causa dell’intensa attività sismica registrata nell’area marina circostante. La decisione, riporta l’agenzia Ana-mpa, è stata presa in una riunione del Comitato scientifico per la valutazione del rischio sismico (OASP) presieduta dal Ministro ellenico per il Cambiamento climatico e la Protezione Civile Vasilis Kikilias che si è tenuta ad Atene. L’attività sismica nella zona marina tra le isole di Santorini e Amorgos risulta particolarmente aumentata: da sabato scorso sono state registrate 200 scosse di magnitudo superiore a 3.0 della scala Richter, e nella mattina di oggi se ne è verificata una di magnitudo 4.9.
I residenti dovranno evitare grandi assembramenti all’interno degli edifici, evitare di avvicinarsi a strutture abbandonate e alle località di Santorini di Ammoudi, Armeni, Korfos e nel Porto vecchio di Fira, per il rischio di caduta di massi. In caso di forte terremoto, hanno ribadito le autorità, i residenti devono evitare di rimanere sulla costa.
Turisti e residenti lasciano Santorini
Diverse migliaia di residenti di Santorini hanno lasciato l’isola, nonostante gli appelli alla calma del Primo Ministro. Circa mille passeggeri sono saliti oggi pomeriggio su un traghetto diretto al Pireo, il grande porto a sud di Atene. Secondo un dipendente di un’agenzia di viaggi, si prevede che un altro traghetto partirà da Santorini intorno all’1:00 di notte locale.
Su richiesta del Ministero greco della Crisi Climatica e della Protezione Civile, la compagnia di bandiera ellenica Aegean ha previsto l’aggiunta di due voli supplementari oggi e uno domani tra Atene e Santorini, per facilitare lo spostamento di residenti e visitatori intenzionati a lasciare l’isola.
Antonis Iliopoulos, proprietario di tre hotel e Presidente uscente dell’Associazione degli albergatori di Santorini, ha dichiarato a Kathimerini che da ieri c’è stata una “forte tendenza” da parte di visitatori e lavoratori a lasciare l’isola. “Ci sono persone che hanno paura, è comprensibile. Chi non ha obblighi immediati se ne va. Se ne vanno soprattutto i lavoratori edili stranieri e alcuni dei pochi turisti che abbiamo sull’isola, turisti che approfittano dei pacchetti invernali a basso costo”, ha spiegato. Molti visitatori che avevano in programma di approdare sull’isola a breve stanno valutando, invece, cosa fare.
“Nel fine settimana abbiamo ricevuto telefonate da tour operator e turisti, soprattutto americani, che ci chiedevano informazioni sulla situazione e sulle prossime mosse”, ha aggiunto l’albergatore.
