“La situazione attuale è che lo sciame sismico sta continuando anche oggi con eventi ancora frequenti, ma di magnitudo inferiori ai due del 3.9. Noi all’INGV stiamo monitorando non solo il sisma ma anche la deformazione del suolo e l’attività idrotermale che attualmente non ci danno informazioni di cambiamento su quanto era già in corso“. Lo afferma all’ANSA Mario Di Vito, direttore dell’Osservatorio INGV dei Campi Flegrei e del Vesuvio, nelle giornate del forte sciame sismico. Di Vito ha svolto stamattina una riunione per un’analisi dei dati che attualmente “danno una deformazione del suolo che procede con la stessa velocità precedente i sismi di questi giorni, e anche l’attività idrotermale sotterranea non dà segni di incremento rapido ma ci indica ancora del gas profondo che si muove in un’attività che dura da molti anni”, ha spiegato. Lo sciame di queste ore viene quindi attribuito “al movimento della formazione costale che produce il sollevamento e genera una fratturazione delle rocce”.
Uno sciame sismico forte
Di Vito sottolinea che questo è un periodo di un forte sciame sismico. Un unico sciame sismico iniziato il 15 febbraio e ancora in corso, con almeno 282 terremoti di magnitudo maggiore di zero, il più alto numero rispetto a sciami precedenti. “Lo sciame sismico ai Campi Flegrei sta proseguendo“, ha osservato Di Vito. “Il numero degli eventi finora registrati è maggiore rispetto a quello degli eventi avvertiti in altri sciami”, ha aggiunto. Dei 282 terremoti registrati dal 15 febbraio fino alle 14.00 circa del 17 febbraio, 85 hanno avuto una magnitudo maggiore di 1. La maggior parte degli eventi è avvenuta nelle zone della solfatara e a Pisciarelli.
“Significa che lo stress accumulato era notevole, veniamo da un periodo che ha visto l’assenza totale della sismicità e quindi questa è la spiegazione dello sciame, al di là dell’innalzamento del suolo e dell’idrotermia che non si sono mai fermati. Sull’intensità dei sismi restiamo nell’ambito che avevamo affermato, nei Campi Flegrei si arriverà massimo a un grado di 5, ma parliamo di sismi forti che sono molto poco frequenti e infatti finora non ne sono accaduti”, ha spiegato Di Vito.
Il direttore dell’INGV sottolinea che “ora siamo in una fase di studio, ma rimaniamo sempre pronti a incontri con i cittadini che abbiamo già avuto e avremo in futuro per rispondere alle domande di chi vive nei Campi Flegrei”.
Di Vito spiega anche la diversa sensazione dei sismi in luoghi diversi dall’area del Campi Flegrei, come in alcuni quartieri di Napoli: “la spiegazione scientifica – afferma – sulla percezione del fenomeno dipende da che fabbricato ospita il cittadino, se una persona è seduta o in piedi, ci sono tanti fattori sulla sensazione del sisma. La misurazione scientifica è precisa, non si basa su come si avverte il sisma che invece dipende da dove si è svolto, da quale profondità, da diversi fattori tra cui anche la risposta dell’edificio in cui si vive al sisma”.
“Non posso escludere che avvenga anche qualche terremoto di maggiore magnitudo, ma l’allerta rimane gialla”, ha affermato Di Vito all’AGI.
