A tre anni dall’inizio della guerra in Ucraina, l’insediamento del nuovo Presidente USA Donald Trump ha sbloccato la situazione capovolgendo le carte in tavola: sono già partite le trattative per la pace che fino a pochi mesi fa sembrava una chimera. E sul tavolo dei negoziati si parla con sempre maggior insistenza di minerali e terre rare, svelando quanto anche questa guerra avesse profonde motivazioni economiche. Ma perchè minerali e terre rare dell’Ucraina sono sul tavolo delle trattative? Cosa c’è in Ucraina e a cosa serve? Perché tanto la Russia quanto gli USA ne sono così interessati? E qual è il vero ruolo dell’Europa?
A fronte di enormi amenità demagogiche raccontate da molti leader politici su “giustizia“, “libertà” e altri nobili principi, l’unica verità è quella dell’interesse economico che alimenta – legittimamente – le grandi potenze internazionali. E nel caso dell’Ucraina, la questione coinvolge anche la scienza e l’energia per quanto riguarda proprio la presenza di minerali e terre rare. Ma andiamo con ordine e facciamo il punto della situazione.
L’accordo tra Ucraina e Stati Uniti su terre rare e minerali: sarà decisivo per avviare la pace
Il primo tassello utile al cessate il fuoco è la formalizzazione dell’accordo su terre rare e minerali tra Ucraina e Stati Uniti. Gli aggiornamenti delle ultime ore sono positivi: i delegati ucraini e statunitensi sono nelle fasi finali dei negoziati per un accordo sui minerali, con quasi tutti i dettagli chiave definitivi, come ha affermato il vice primo ministro ucraino Olga Stefanishyna su X poco fa. Stefanishynaha osservato che il processo è stato “molto costruttivo” e mira a un rapido completamento e alla firma a Washington per dimostrare un impegno a lungo termine.
Anche Volodymyr Zelensky ha detto oggi che Kiev e Washington sono più vicine a un accordo sull’accesso degli Stati Uniti alle risorse minerarie ucraine in cambio di assistenza per la sicurezza. “Stiamo facendo progressi“, ha detto Zelensky. Puntualizzando allo stesso tempo che “non firmerò qualcosa che sarà pagato da dieci generazioni di ucraini“, riferendosi alla richiesta di 500 miliardi di Trump, considerata eccessiva da Kiev. “Siamo pronti a condividere” le risorse, ha aggiunto il leader ucraino, che comunque si aspetta che prima Washington si assicuri che Vladimir Putin “ponga fine a questa guerra“.
L’inviato speciale del presidente Donald Trump, Steve Witkoff, e il segretario al Tesoro Scott Bessent si aspettano che questa settimana venga firmato un accordo sull’accesso degli Stati Uniti ai depositi minerari critici dell’Ucraina. Lo hanno detto in due interviste separate. Rispondendo alle domande della Cnn, Witkoff ha affermato che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “ha vacillato nel suo impegno verso questo (accordo) una settimana fa“, ma che dopo il messaggio inviatogli da Trump ora “non vacilla più”. Zelensky si è reso conto “che abbiamo fatto così tanto (per l’Ucraina) … e penso che vedrete (l’accordo) firmato questa settimana“, ha detto Witkoff.
“L’accordo sarà firmato“, ha detto anche Bessent in un’intervista a Fox News, aggiungendo di essere “fiducioso” che ciò accadrà la prossima settimana. “Questo accordo fa parte della strategia negoziale a lungo termine del presidente Trump per la pace tra Ucraina e Russia. Una partnership tra l’Ucraina e gli USA è win-win“, ha detto Bessent evidenziando come convenga molto ad entrambi i Paesi (USA e Ucraina).
La ricostruzione della lite tra Trump e Zelensky su minerali e terre rare
Nei giorni scorsi questo accordo aveva segnato un acceso contrasto tra Trump e Zelensky. Il presidente ucraino, infatti, aveva precedentemente respinto le richieste degli Stati Uniti di 500 miliardi di dollari in ricchezza mineraria dall’Ucraina per ripagare Washington per gli aiuti inviati in tempo di guerra, affermando che gli Stati Uniti non avevano fornito neanche lontanamente quella somma. Dopo il duro scontro verbale con Trump, però, Zelensky è tornato sui suoi passi consapevole che senza il pieno sostegno e supporto degli USA non avrebbe potuto respingere la Russia neanche per un giorno, e il suo Paese scomparirebbe in un lampo.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto un duro scontro con il segretario al Tesoro americano Scott Bessent durante il loro incontro a Kiev nelle scorse settimane. Secondo quanto riporta il Financial Times, i due si sarebbero scontrati sui dettagli dell’accordo sui minerali fra Stati Uniti e Ucraina, e in particolare sulla cifra dei 500 miliardi di dollari stimata dagli americani per la passata assistenza militare. Alcuni funzionari ucraini hanno riferito che Zelensky era molto arrabbiato e che si sentivano le urla provenire dalla stanza in cui si stavano incontrando. Bessent chiese a Zelensky di firmare subito l’intesa, che è ancora oggi sul tavolo.
Donald Trump ha affermato che sta cercando di “recuperare il denaro” degli aiuti forniti dagli Stati Uniti all’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa, sullo sfondo delle discussioni tra Washington e Kiev su un accordo relativo alle risorse minerarie dell’Ucraina. “Chiediamo terre rare e petrolio, qualsiasi cosa si possa ottenere“, ha detto il Presidente americano alla convenzione conservatrice CPAC vicino a Washington. “Sto cercando di recuperare i soldi” ha detto Donald Trump. “Voglio che ci diano qualcosa per tutto il denaro che abbiamo investito“, ha aggiunto il Presidente americano, che sta dando seguito con questi negoziati alle sue promesse in campagna elettorale in cui aveva garantito che si sarebbe impegnato per la pace in Ucraina. Donald Trump chiede da diverse settimane l’equivalente di 500 miliardi di dollari di terre rare in risarcimento rispetto al sostegno americano a Kiev di fronte all’invasione russa.
E’ palese, quindi, che sia tutta una questione economica. Ed è anche più che comprensibile. E’ sempre stato così nella storia, e qualsiasi Paese ha avuto il sostegno e il supporto di una grande potenza per vincere una guerra, ha poi dovuto ripagare a lungo termine per l’assistenza avuta, basti pensare alla stessa Italia che proprio dal 1945, quindi ben 80 anni fa, ha delegato la propria sicurezza e difesa agli stessi Stati Uniti d’America, dopo la liberazione dal nazi-fascismo e il ripristino di libertà e democrazia, fornendo agli USA tutto ciò che era possibile in termini di risorse e investimenti.
Le enormi riserve di titanio e litio nel Donbass, oggi occupato dalla Russia
L’Ucraina ritiene che risorse naturali “critiche” per un valore di 350 miliardi di dollari, in particolare titanio e litio, si trovino nei territori occupati dalla Russia. Lo ha dichiarato domenica la vice primo ministro ucraina Yulia Svyrydenko. Questa valutazione arriva in un momento in cui gli Stati Uniti di Donald Trump chiedono l’accesso alle risorse minerarie più preziose dell’Ucraina come compensazione per gli aiuti finora erogati, un argomento di crescente tensione tra Kiev e Washington. “Abbiamo informazioni secondo le quali, purtroppo, materiali critici per un valore di circa 350 miliardi di dollari si trovano in territorio temporaneamente occupato”, ha detto durante una conferenza stampa nella capitale ucraina, pur ammettendo che questa cifra potrebbe essere in parte ‘obsoleta’. Donald Trump chiede un accesso privilegiato ai minerali strategici ucraini, come rimborso dell’aiuto versato per tre anni. Il capo di gabinetto della presidenza ucraina, Andriy Yermak, ha sottolineato domenica che il suo paese sta ancora considerando “investimenti, principalmente americani, nel quadro di garanzie di sicurezza”. “Stiamo continuando il dialogo con i nostri partner. Nessuno si è rifiutato di fare nulla, stiamo seguendo un normale processo di lavoro”, ha spiegato alla stampa a Kiev. Gran parte delle risorse dell’Ucraina si trova tuttavia nella sua regione mineraria e industriale del Donbass, nell’est, di cui la Russia occupa gran parte.
Anche questo dato smonta anni di propaganda su “libertà e democrazia“, o “diritti su lingua, cultura e valori“: è chiaro che per tutti, ovviamente Russia compresa, gli interessi nell’area siano quelli economici e commerciali.
Perché le terre rare sono così importanti
“Per le loro proprietà elettrochimiche, magnetiche e ottiche, le terre rare sono (…) risorse preziose per la realizzazione di prodotti di alta tecnologia. Non sorprende, dunque, che quelle ucraine, insieme ad altri minerali essenziali, con un valore totale stimato di circa 11,5 trilioni di dollari, siano ora merce di scambio in una trattativa da 500 milioni di dollari (…) 17 elementi della tavola periodica che comprende: scandio, ittrio e i 15 lantanoidi (…). Insieme fanno un mercato destinato a raggiungere i 21,7 miliardi di valore entro il 2031, con un tasso di crescita annuo del 7,4%” si legge oggi sul Corriere della Sera.
“Nel 2023, Washington ha speso 190 milioni di dollari per la loro importazione. (…) almeno 12.400 miliardi di dollari di valore complessivo di giacimenti energetici, metalli e minerali dell’Ucraina attualmente sono sotto il controllo di Mosca. Se pensiamo che la Russia ha qualche milione di tonnellate di riserve in più di Washington e che Pechino ne controlla il 60%, diventa chiaro perché Trump stia tentando di giocare questa partita” scrive il giornale.
“Materie prime indispensabili nell’industria tecnologica per settori strategici come la difesa, l’aerospazio e la medicina. Si usano, ad esempio, per creare magneti, fibre ottiche, turbine eoliche e pannelli solari (…) in tutto il mondo ci sono poco più di 90 milioni di tonnellate di riserve. Solo la Cina ne ha 44 milioni, dominando il settore. Seguono Brasile, India, Australia e Russia. Gli Stati Uniti, con appena 1,9 milioni di tonnellate, dipendono dall’importazione (…). Secondo alcune stime, Mosca detiene il controllo del 63% dei giacimenti di carbone dell’Ucraina, l’11% dei giacimenti di petrolio, il 20% di quelli di gas naturale, il 42% dei giacimenti di metalli e il 33% delle terre rare e altri minerali essenziali, tra cui il litio” prosegue l’articolo.
L’importanza strategica dell’Ucraina per le materie prime
La geografia dell’Ucraina è marcata da una notevole varietà di ambienti naturali che ne determinano l’eccezionale ricchezza di risorse. Il Paese si estende su vaste pianure e fertili terre agricole, note come il “granaio d’Europa“, ma comprende anche catene montuose come i Carpazi e vaste aree minerarie, in particolare nella regione del Donbass. Questa diversità geologica ha favorito la formazione di giacimenti significativi non solo di metalli tradizionali – come ferro, manganese e titanio – ma anche di riserve strategiche di litio e terre rare. Questi elementi, fondamentali per la produzione di tecnologie avanzate, apparecchiature militari e sistemi energetici, rendono il territorio ucraino un vero e proprio tesoro geologico. La distribuzione non omogenea di tali risorse, concentrata soprattutto nelle regioni a maggior valore economico, sottolinea il ruolo cruciale che la geografia e la geologia del Paese giocano sia nell’economia nazionale che nella dinamica geopolitica internazionale.

L’ultima bozza dell’accordo USA-Ucraina
AXIOS ha fatto trapelare la versione aggiornata dell’accordo preliminare sui minerali tra Stati Uniti e Ucraina. Gli Stati Uniti si impegneranno per un’Ucraina “libera, sovrana e sicura” e per una “pace duratura” come parte di un accordo sui minerali che ora sembra imminente.
Minerali, intanto l’India riclassifica barite, feldspato, mica e quarzo
Intanto proprio oggi il governo indiano ha spostato barite, feldspato, mica e quarzo dalla categoria dei “minerali minori” a quella dei “minerali principali“. Lo comunica il ministero delle Miniere dell’India. Quarzo, feldspato e mica si trovano nelle rocce pegmatitiche, un’importante fonte di “minerali critici” (come berillo, litio, niobio, tantalio, molibdeno, stagno, titanio e tungsteno), che hanno un ruolo fondamentale in varie nuove tecnologie. Quando quarzo, feldspato e mica vengono usati come minerali minori, ad esempio per l’edilizia o la produzione di vetro e ceramica, i minerali critici associati non vengono né estratti né segnalati. Allo stesso modo, la barite, che si trova in filoni idrotermali, calcari e dolomie, è associata a minerali di antimonio, cobalto, rame, piombo, manganese e argento. Anche la barite ha varie applicazioni industriali: trivellazioni di petrolio e gas, elettronica, schermi televisivi, gomma, vetro, ceramica, vernice, schermatura dalle radiazioni. Questa decisione dimostra quanto stia cambiando il mondo nell’utilizzo e nel valore delle materie prime.