Campi Flegrei, Musumeci: “in passato le istituzioni hanno minimizzato il rischio”

L'azione del governo "per il sostegno alla popolazione dei Campi Flegrei, è stata per la prima volta non episodica né estemporanea"

Si è tenuta questa mattina, nell’Aula della Camera, l’informativa urgente del Ministro per la Protezione civile Nello Musumeci in riferimento ai recenti terremoti che hanno colpito l’area dei Campi Flegrei e allo stato di attuazione degli interventi per la popolazione.  “A ieri i vigili del fuoco avevano avuto 1260 richieste di intervento di cui 1020 già eseguite. Tale attività ha determinato emanazione di ordinanza di sgombero da parte dei sindaci con l’evacuazione di 163 nuclei familiari per un totale di 388 persone“, ha riportato il Ministro, dicendosi “sempre grato ai vigili del fuoco“. Inoltre, “è stato dichiarato lo stato di mobilitazione per la protezione civile per i territori di Pozzuoli, Bacoli Bagnoli e per parte del territorio della Città metropolitana di Napoli“, ha aggiunto. “Per quello che attiene le forze in campo c’è stato un coinvolgimento di 300 risorse umane e 50 mezzi“. Delle 163 famiglie evacuate, “60 sono state collocate in apposite strutture alberghiere, 47 nelle quattro aree di ricovero specificamente allestite e le altre hanno trovato una sistemazione autonoma“. ”

L’azione del governo “per il sostegno alla popolazione dei Campi Flegrei, è stata per la prima volta non episodica né estemporanea, frutto invece di una programmazione accurata e consistente, strutturata a partire dal settembre 2023“, ha sottolineato Musumeci nel corso dell’informativa urgente. “Il governo ha voluto accendere i riflettori sull’area, gravata da un’eccezionale sovrapposizione di rischi naturali, sismico e bradisismico, un rischio a cui 100mila persone residenti sono esposte ogni giorno“.

In quell’area dei Campi Flegrei, “che coincide con uno dei più pericolosi vulcani attivi al mondo, un’accurata e responsabile pianificazione urbanistica avrebbe dovuto impedire, sin dal dopoguerra, ogni attività edificatoria“, ha sottolineato il Ministro.

Nel 2023, “con uno stanziamento di 52 milioni, si è dato avvio ad attività finalizzate alla ricognizione delle principali criticità e a dotare le amministrazioni locali e popolazione dei primi strumenti per fronteggiare esposizione di gestione del rischio“. Sul fronte della prevenzione strutturale, “è stato avviato un piano di analisi rivolto al patrimonio edilizio pubblico e privato interessato dal fenomeno del bradisismo, una ricognizione delle criticità da superare per una piena funzionalità delle infrastrutture di trasporto e altri sevizi essenziali, azioni tecniche e finanziare per potenziamento della riposta operativa territoriale di protezione civile nel territori dei Campi Flegrei“. “Per la programmazione non strutturale – ha aggiunto Musumeci – è stato previsto un piano speditivo di emergenza per i territorio interessato, basato sulla conoscenze della pericolosità e contenente le procedure operative da adottare, e un piano di comunicazione del rischio alla popolazione, finalizzato alla conoscenza di ogni contesto“.

Le istituzioni pubbliche nei decenni passati avrebbero dovuto guidare con buon senso e responsabilità la sempre crescente popolazione verso una solida cultura consapevolezza del rischio. Invece, si è preferito molte volte tacere, minimizzare, liquidare ogni ragionamento con la solita frase fatta ‘niente paura, tanto qui è sempre stato così’. Un approccio rassicurante che ha facilitato dagli anni ’60 in poi un’antropizzazione densissima e assolutamente incompatibile con quel territorio“, ha sottolineato Musumeci.

Dall’Osservatorio Vesuviano si dichiara non esservi alcuna evidenze di immediata eruzione. Dobbiamo lavorare per la normalità ma essere pronti a tutte le evenienze“, ha concluso il Ministro.